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Chiamato “mostro” a scuola dopo l’incidente, i genitori pronti a denunciare la scuola e un docente

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Chiamato “mostro” a scuola dopo l’incidente, i genitori pronti a denunciare la scuola e un docente

“Abbiamo dovuto arrenderci e ritirarlo per iscriverlo in un’altra scuola”. I genitori di un ragazzo disabile intendono denunciare le autorità scolastiche e un insegnante per il trattamento subito dal 12enne. Il giovane, ex promessa del rugby, è rimasto vittima di un grave incidente lo scorso maggio che lo ha reso invalido al 37 percento.

Secondo una coppia del veronese, al suo rientro sarebbe stato deriso e insultato dai compagni, senza che la scuola intervenisse. “Nostro figlio viene deriso per le cicatrici e le menomazioni che gli ha lasciato l’incidente, lo insultano, lo scherniscono dicendogli ‘ignorante, sei uno stupido’. Qualcuno alza perfino le mani”, hanno dichiarato i genitori al Corriere del Veneto.

Sotto accusa anche un docente, che gli avrebbe toccato la cicatrice avuta dall’incidente, esaminando “gli esiti dell’operazione”. L’ipotesi è di una denuncia per “violenza privata” nei confronti della scuola e per “lesioni” nei confronti dell’insegnante. Quest’ultimo era stato richiamato dalla dirigenza della scuola anche se “non ha mai ritenuto opportuno scusarsi con mio figlio”, hanno detto i genitori.

Il 12enne adesso frequenta un altro istituto “senza più piangere al pensiero dei bulli che lo prendono in giro”, hanno aggiunto. Prima ancora di finire in tribunale, il caso è già approdato in parlamento, dove il deputato di Forza Italia Flavio Tosi ha presentato un’interrogazione.

“Se un giovane rimasto invalido, anziché essere protetto e sentirsi a casa in un luogo di educazione, formazione e crescita come la scuola, è costretto addirittura a doversi trasferire per non subire offese ed umiliazioni continue, tutto questo rappresenta una inammissibile sconfitta per lo Stato”, ha detto l’ex sindaco di Verona, chiedendo quali iniziative il ministero “intenda assumere, ivi compresa l’auspicabile attivazione di una attività ispettiva”.

“Gli istituti scolastici devono garantire un ambiente sereno, protetto, positivo: non deve esservi il benché minimo spazio per chi pratica queste azioni”, ha detto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia. “Propongo sanzioni nel segno del contrappasso: obbligare i bulli, se necessario mettendo mano alla legge, a lavori sociali proprio dove hanno fatto del male. Che si tratti di razzismo, omofobia, disabilità: siano obbligati a lavorare, per aiutare le loro stesse vittime”.

L’incidente risale al 13 marzo scorso, quando il giovane è stato investito da un furgone a Veronella mentre conduceva a mano un monopattino. Dopo essere uscito dal coma, il ragazzo ha dovuto attraversare un recupero difficile, dal punto di vista fisico e psicologico.

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