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Crisanti: “Con i festeggiamenti per la Nazionale il Governo ha dato un altro messaggio demagogico agli italiani”

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Credit: Emanuele Fucecchi

“La gente fa quello che è permesso e che è tollerato, il problema non sono le persone, pensare che le persone siano più ragionevoli di coloro che fanno le regole è un’aspirazione assolutamente infondata. Il problema sono le regole e l’implementazione delle regole stesse”. Risponde subito così il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti quando gli chiediamo di commentare i possibili effetti della festa sul pullman scoperto per la vittoria agli Europei della Nazionale.

Quali sono le ricadute dei festeggiamenti?
Noi ancora siamo abituati a vedere l’epidemia come fosse una fotografia, invece dobbiamo vederla come fosse un filmato, il cui svolgimento ce lo abbiamo davanti: l’Inghilterra. Verso settembre-ottobre ci ritroveremo in una situazione molto simile, e non credo che questa variante sia molto sensibile al caldo, quindi ci dobbiamo aspettare un aumento importante dei contagi.

Questo a breve o nel lungo periodo?
A medio termine perché se la settimana che viene i casi raddoppiano ancora e passiamo sui 2.500 – 3.000 al giorno, la dinamica è segnata, il virus non si ferma.

Cosa pensa del modello francese sull’obbligo del pass?
Potrebbe essere sicuramente una buona idea per indurre le persone a vaccinarsi, però non deve rappresentare un elemento di discriminazione tra chi è avvantaggiato e chi no. Prima di tutto perché non tutti hanno lo smartphone, specie le persone anziane, servono anche dei certificati cartacei. E bisogna fare in modo che venga rilasciato tempestivamente. Il problema comunque non è il vaccino, perché anche se siamo tutti vaccinati come in Inghilterra il virus infetta. I dati di Israele indicano chiaramente questa cosa: la variante Delta infetta il 30% delle persone vaccinate. Tendiamo a dimenticare che esistono paesi – e non sono pochi – che sono Covid free non per la vaccinazione ma perché hanno implementato in tempo delle politiche di contrasto al virus. La situazione in cui stiamo è conseguenza di scelte sbagliate prese nel tempo.

Le strategie che hanno avuto una buona riuscita quali sono quindi?
Quelle che hanno tempestivamente bloccato la trasmissione del virus e creato barriere alla sua reintroduzione. Sono sicuramente la Corea del Sud, Giappone, Australia, la stessa Cina. In Italia sarebbe stato possibile farlo all’inizio, tra la prima e la seconda ondata, adesso è difficile.

La strada qual è?
Implementando nuovi paradigmi di tracciamento che sono completamente diversi da quelli presenti in Italia e sono totalmente inefficienti. Finché non si cambia strategia e non ci dotiamo di strumenti informatici validi rimaniamo legati all’efficacia dei vaccini.

Ai cittadini è stato fatto credere però che i vaccini ci avrebbe reso liberi.
Chi conosce la materia avrebbe detto “il vaccino è un’arma fondamentale ma intorno al vaccino va costruito un sistema per aumentarne l’efficacia”.

Al di là di singoli episodi come i festeggiamenti per la Nazionale, cosa conta?
Conta il messaggio che è stato dato che è sbagliato: “Abbiamo il vaccino non c’è nessun problema”. Un messaggio demagogico da parte del Governo. Che la politica sia vittima di suggestioni demagogiche lo sappiamo da sempre. La variante Delta è una novità assoluta: è in grado di infettare le persone vaccinate con una singola dose e causare una malattia molto grave e anche su due dosi ma anziane e che hanno fatto la vaccinazione 7-8 mesi fa. L’Inghilterra è passata da due morti al giorno a 50. Quando si passa da 50 a 100 morti al giorni bisogna accettare quasi 40mila morti all’anno. Non è come l’influenza.

L’ipotesi di una terza dose come la vede?
Bisogna capirlo con quale vaccino farla. Non c’è ancora una linea chiara, non c’è un dibattito scientifico, non vedo discussione basata su numeri o dati che suggerisca quale sia la strategia migliore. Bisogna capire qual è il vaccino più adatto. Gli esperimenti condotti su animali hanno dimostrato che la somministrazione di questi composti a Mrna, in modo particolare per quanto riguarda la terza o la quarta somministrazione, sono particolare reattogeni e inducono effetti collaterali importanti.

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