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Home » Cronaca

La variante inglese dilaga: 50% di casi in Italia. Ora è rischio terza ondata

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Credit: Ansa

Il rapido aumento del numero di casi Covid registrato negli ultimi giorni potrebbe essere legato all’incremento della circolazione delle varianti in Italia, che ormai sono diventate le forme prevalenti. Secondo gli ultimi dati raccolti dalle Regioni e elaborati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), citati da Repubblica, la variante inglese provocherebbe già oltre la metà dei casi. Aggiungendo anche la variante brasiliana e quella sudafricana, le mutazioni del virus sarebbero legate al 50-60 per cento dei casi totali.

“La curva dei contagi risale. Penso che le prossime settimane non siano facili per la gestione dell’emergenza Covid”, ha detto ieri il ministro alla Salute Roberto Speranza. “Sarebbe bello dire che è tutto finito e che siamo in una fase diversa, ma la più grande responsabilità di chi rappresenta le istituzioni è dire come stanno le cose. Abbiamo una campagna vaccinale da accelerare e un’epidemia molto forte e presente sui territori”.

Per il momento il governo sembra voler andare avanti senza una chiusura generalizzata a livello nazionale, e insiste con le chiusure differenziate regionali e locali. Il prossimo monitoraggio della Cabina di regia, previsto venerdì, potrebbe indicare in arancione e in rosso un alto numero di Regioni.

Alcuni enti locali, invece, hanno deciso di chiudere già prima. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha chiesto che la città, che era già in arancione rinforzata, sia messa in zona rossa, dal momento che i casi continuano a salire e gli ospedali a riempirsi. Sempre in Emilia Romagna è stata istituita la zona arancione scura in diverse province. Anche in Lombardia sono state istituite zone dello stesso tipo a Cremona, nella provincia di Como e in altri 50 Comuni più piccoli, mentre le chiusure sono state prolungate a Brescia.

L’epidemiologo dell’Università di Milano Carlo La Vecchia su Repubblica sottolinea che “ci sono alcune zone dove l’incremento è così forte da far pensare a una terza ondata, non a una ripresa della seconda”.

“Sapevamo che avremmo dovuto fare i conti con queste nuove varianti che ci fanno prevedere un numero molto più elevato di malati: il rischio è quello di dover di nuovo fronteggiare una ondata pesante di infezioni”, ha dichiarato ieri Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ospite alla trasmissione Agorà di Raitre.

“Le cose non stanno andando per niente bene, è evidente. C’è l’illusione di avere alle spalle qualcosa che invece abbiamo davanti”, ha aggiunto Galli. “Una velocità di trasmissione maggiore del 37 o del 40 per cento”, ha spiegato l’esperto, “vuol dire che probabilmente il virus va anche più lontano del solito metro e mezzo e infetta più efficacemente bambini e ragazzi anche se per fortuna non sembra più capace di ammazzare”.

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