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Coronavirus, i tre sintomi da non sottovalutare: diarrea e perdita di gusto e olfatto

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Mar. 2020 alle 07:39 Aggiornato il 20 Mar. 2020 alle 08:43
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Credits: Ansa

Coronavirus, sintomi da non sottovalutare: diarrea, perdita di gusto e olfatto

I sintomi causati dal nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) sono simili in adulti e bambini. Questi sintomi consistono in naso che cola, mal di testa, tosse, mal di gola, febbre, malessere, bronchite e, in alcuni casi, difficoltà a respirare. Ma non c’è solo la febbre alta e la tosse secca, anche altri tre sintomi sono rilevanti se si teme di avere il Coronavirus: perdita dell’olfatto, del gusto e diarrea. A dirlo è Hendrik Streeck, virologo di Bonn che sta coordinando le indagini nell’area di Heinsberg, la cittadina del Land Nordreno-Vestfalia dove per ora è concentrata l’epidemia in Germania.

In un articolo del Corriere della Sera vengono illustrate nello specifico quali sono le motivazioni che conducono a indicare questi tre sintomi come significativi. L’esperto ha riscontrato la perdita di olfatto e di gusto tra i pazienti riscontrati positivi. Pare siano sintomi molto evidenti e accentuati, al punto che una mamma, positiva, ha dichiarato di non aver sentito l’odore del pannolino sporco di suo figlio. Altri pazienti hanno dichiarato di non riuscire a sentire l’odore dello shampoo e di non sentire il gusto del cibo.

Il 30% delle persone infette avrebbe avuto anche la diarrea. Massimo Galli, infettivologo dell’Università degli Studi di Milano e primario di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco, conferma quanto detto dal medico tedesco: “Non sono ancora disponibili dati di osservazione scientifica su questo aspetto, sto parlando di osservazioni personali e del mio team. La perdita di gusto e olfatto può comparire anche in altre infezioni delle vie respiratorie, ma nella Covid-19 sembrerebbe più frequente e grave”.

Quando compaiono i sintomi

Le stime attuali del periodo di incubazione indicano che i sintomi della COVID-19 possono comparire dai 2 agli 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni dopo l’esposizione al virus. È importante comprendere quale sia il periodo in cui i pazienti infetti possono trasmettere il virus, per attuare efficaci misure di prevenzione e di controllo. In particolare, i dati attualmente disponibili, ci dicono che le persone che hanno sintomi sono la causa più frequente di diffusione del virus.
Ad oggi le informazioni disponibili suggeriscono che i bambini hanno la stessa probabilità degli adulti di ammalarsi, ma meno probabilità di avere sintomi gravi, con la maggior parte dei casi che presentano febbre, tosse, e raffreddore. Nei bambini, inoltre vengono segnalati più frequentemente anche sintomi principalmente gastrointestinali (vomito e diarrea). In particolare, i bambini di età inferiore ai 10 anni che hanno avuto un potenziale contatto con il virus hanno la stessa probabilità di sviluppare la malattia rispetto alla popolazione generale.

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