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Home » Cronaca

Coronavirus, ricostruite da un team italiano le mutazioni del Covid-19 dall’inizio dell’epidemia

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Alcuni ricercatori italiani hanno fatto delle importanti scoperte sul virus che si è diffuso in Cina agli inizi di dicembre

Coronavirus, ricostruite le mutazioni del Covid-19 dall’inizio dell’epidemia

Il Coronavirus non è diventato più aggressivo nel corso del tempo: l’importante scoperta è emersa nel corso di uno studio, effettuato da ricercatori italiani, in cui sono state ricostruite le mutazioni del Covid-19 dall’inizio dell’epidemia a oggi.

Lo studio, che verrà pubblicato nei prossimi giorni e che sarà utile per la realizzazione di un vaccino, è stato coordinato dall’epidemiologo molecolare Massimo Ciccozzi, direttore dell’Università Campus Bio-medico di Roma.

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Secondo quanto riferito a Il Messaggero, il team di Ciccozzi ha scoperto che il Covid-19 ha sostanzialmente subito due mutazioni importanti. La prima mutazione ha reso il Coronavirus molto più infettivo della Sars, la seconda, invece, ha reso il virus meno letale.

L’audio fake sul Coronavirus

Il tasso di letalità del Covid-19, infatti, è intorno al 3 per cento, mentre per la Sars si aggirava intorno al 9,8 per cento.

Questo, tuttavia, non significa che il virus non possa mutare ulteriormente nel corso del tempo e diventare ancora più aggressivo e pericoloso.

I ricercatori, inoltre, sono riusciti a risalire alla “storia” del Covid-19. Dal salto di specie, avvenuto a metà novembre, al primo contagio da uomo a uomo, che ha dato vita all’epidemia in Cina, che, secondo gli studiosi, è avvenuto a metà dicembre.

Secondo gli scienziati, inoltre, anche la data dell’infezione italiana è da fissare prima della scoperta del cosiddetto “paziente 1”. “Il Covid-19 in Italia potrebbe essere arrivato tre o quattro settimane prima della scoperta del primo caso” afferma Ciccozzi.

Intanto, la corsa al vaccino continua e la scoperta italiana potrebbe accellerarne la realizzazione: “Sappiamo che c’è una parte del virus, che è quella che stanno usando gli americani per creare un farmaco, che non cambia mai, è estremamente conservata. E proprio quella la si può usare come vaccino. Coprirebbe infatti anche delle piccole mutazioni che il virus normalmente fa”.

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