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Coronavirus, nel mondo oltre 80mila malati e quasi 28mila guarigioni. Rischio decesso cresce con l’età

Di Anna Ditta
Pubblicato il 25 Feb. 2020 alle 19:21 Aggiornato il 25 Feb. 2020 alle 19:21
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Coronavirus, nel mondo oltre 80mila malati e quasi 28mila guarigioni. Rischio decesso cresce con l’età

Cresce il numero dei pazienti guariti dal coronavirus. Sono 27.747 le guarigioni registrate nel mondo, a fronte degli 80.248 i casi di persone contagiate dal Covid-19. In Cina, epicentro dell’epidemia, si calcolano altri 70 morti, con un totale di 2.563 soltanto nella provincia dell’Hubei. In Italia, dei 322 contagiati, 10 sono morti ma, come specificano le autorità, si trattava di pazienti anziani e con patologie pregresse.

“Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, che è giusto, da non sottovalutare, ma la malattia va posta nei giusti termini”, ha detto Walter Ricciardi, membro dell’Organizzazione mondiale della Sanità e neo consigliere per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali, intervenuto oggi in conferenza stampa alla Protezione civile a Roma per sottolineare che dal coronavirus si guarisce.

“Su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente“, ha spiegato Ricciardi. “15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5 per cento è gravissimo, di cui il 3 per cento muore. Peraltro sapete che tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute”.

I numeri citati da Ricciardi sono confermati dai casi del ricercatore 29enne italiano risultato positivo al virus dopo essere rientrato dalla Cina e ormai dimesso dallo Spallanzani di Roma e dalla coppia di cinesi ricoverata nell’Isituto romano (l’uomo è ormai negativo al test, le condizioni della donna sono migliorate e lei sta per essere spostata dalla terapia intensiva alla degenza ordinaria).

Secondo i dati pubblicati nel Chinese Journal of Epidemiology – aggiornati all’11 febbraio – in Cina, il Paese più colpito dall’epidemia, non c’è stato nessuno decesso da coronavirus sotto i dieci anni e il virus avrebbe solo lo 0,2 per cento di letalità tra i 10 e i 19 anni.

Il numero di decessi, quindi, sale con l’aumentare dell’età: la percentuale rimane la stessa (0,2 per cento) nelle fasce d’età 19-29 anni e 30-39 anni. Raddoppia tra i 40 e i 49 anni (0,4 per cento) e triplica in quella successiva: 1,3 per cento tra i 50 e i 59 anni. 3,6 per cento di decessi nelle persone che hanno tra i 60 e i 69 e l’8 per cento tra i 70 e i 79 anni. La fetta più consistente di decessi (14,8 per cento) è tra gli ultraottantenni.

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