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    Coronavirus, ora trema Milano: 112 morti in 24 ore. Stimati contagi 15 volte superiori a quelli ufficiali

    Credit: Ansa foto
    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 7 Apr. 2020 alle 14:46 Aggiornato il 7 Apr. 2020 alle 14:46

    Coronavirus, ora trema Milano: 112 morti in 24 ore. Numeri triplicati

    Prima Bergamo, poi Brescia. Ora, a tremare, è Milano. Qualcosa sta precipitando nel capoluogo lombardo che segna un triste record: 112 morti in un solo giorno. Il Coronavirus mostra i suoi funesti effetti anche qui. Per comprendere l’evolversi del numero dei morti, il Corriere ha incrociato i numeri forniti dall’Istat e quelli dell’anagrafe comunale. Sono state comparate le medie dei morti per settimana e giorno di Milano e ciò che emerge è un quadro desolante: alla prima settimana di marzo a Milano (dati Istat) muoiono 272 persone, dunque appena sotto la media storica dei 40-45 decessi al giorno. Dall’8 marzo si può segnare la prima linea che segna un prima e un dopo: nella seconda settimana di marzo i decessi sono 393 (media di 56 al giorno), nella terza 374 (53 al giorno). A far alzare i dati sui decessi è una sola categoria, persone sopra i 75 anni.

    Secondo l’analisi del Corriere, all’ombra della Madonnina, siamo nel pieno del periodo in cui l’epidemia sta portando le conseguenze più violente. Ieri a Milano sono morte 112 persone in un solo giorno. Tra l’1 e il 6 aprile i decessi sono stati sempre tra i 100 e i 130 al giorno. Vuol dire oltre 700 morti in una settimana, quasi tre volte sopra la media.

    Dei decessi si sa che i dati ufficiali della Lombardia riguardano pazienti morti a causa del Covid dopo almeno un passaggio in ospedale. Per questo le vittime accertate come infette dal Coronavirus, nella provincia di Milano, ammontano a 1.612 da inizio epidemia. Tutti individui sottoposti a tampone prima o dopo essere deceduti.

    Il numero dei positivi a Milano e provincia è ormai di 11.538, poco meno della metà (4.645) solo nel capoluogo. Ogni settimana, tale dato aumenta il doppio rispetto al trend della Lombardia (4 per centro vs 2 per cento). Ciò significa che facendo un calcolo percentuale sull’incidenza dei decessi da Covid-19 rispetto ai contagi totali, nella sola Milano tale dato fa registrare un 14 per cento di tasso di morte sull’insieme. Per gli esperti questo significherebbe che gli individui positivi al Coronavirus sono decisamente di più, poiché in tutto il globo il Covid ha una letalità che sfiora l’1 per cento dei casi. Insomma, coloro che sono stati contagiati dal virus, tra cui asintomatici o curati in casa senza alcun ricovero ospedaliero, potrebbero essere addirittura 15 volte più dei tamponati finora.

    Il quadro in Lombardia: regione vs governo sulla chiusura della Val Seriana

    Sulla mancata chiusura di Alzano Lombardo Nembro, i due comuni in provincia di Bergamo da cui si è originato il focolaio di Coronavirus che ha messo in ginocchio l’intera Lombardia, adesso è scontro tra il premier Giuseppe Conte e il governatore Attilio Fontana. Dopo l’inchiesta di TPI (qui la ricostruzione completa della vicenda), che ha rivelato l’esistenza di una nota riservata dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) del 2 marzo in cui si raccomandava al Governo la chiusura dei due comuni a causa dell’elevata incidenza di contagi, il presidente del Consiglio ha risposto con una nota formale al nostro giornale, affermando che la Regione Lombardia avrebbe potuto istituire la zona rossa in qualsiasi momento. Fontana, però, ha subito replicato al premier, accendendo nuovamente la miccia di una polemica tra Governo e Regione che va avanti per motivi diversi dall’inizio dell’emergenza Covid-19 in Italia.

    L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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