Coronavirus: a Verona spuntano le mascherine con il Duce

Un'azienda di San Giorgio in Salici, nel comune di Sona, ha prodotto delle mascherine con il ritratto di Benito Mussolini

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 8 Mag. 2020 alle 16:05
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Immagine di copertina

Coronavirus: a Verona prodotte mascherine con il Duce

“Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!”: è questo il motto stampato sulle mascherine anti-Coronavirus, prodotte da un’azienda di Verona, in cui è raffigurato il volto del Duce Benito Mussolini. Realizzate da una società di San Giorgio in Salici, nel comune di Sona, in provincia di Verona, il prodotto per nostalgici ha sollevato diverse polemiche e proteste sui social e non solo. Le protezione anti-Covid, di colore grigio e con l’elastico rigorosamente nero, da un lato ha il volto di Mussolini, dall’altro uno dei suoi motti più celebri, qui proposto in una versione anti-Coronavirus per così dire. Ma le mascherine di Mussolini non sono gli unici prodotti di estrema destra in commercio. Sul sito mussolini.net, infatti, si trovano prodotti simili, tra cui una mascherina nera con su scritto “Boia chi molla” e una tricolore con il motto del Duce “Vincere e vinceremo”.

Il trucco usato dai medici per rendere le mascherine più aderenti al viso

Le foto delle mascherine di Mussolini hanno fatto in breve tempo il giro dei social, provocando le proteste, tra gli altri, del senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo che suo profilo Facebook ha scritto: “Tra le tante cose che possono capitare in una pandemia, quella di vendere mascherine per la protezione individuale con l’effige del duce fascista è la più sgradevole di tutte. Chi commercializza quel prodotto inneggia al fascismo e ne favorisce l’apologia. Un fatto deplorevole da condannare con fermezza. Da un lato c’è l’emergenza e la necessità di tutelare la vita umana e dall’altro, approfittando di ciò, c’è la ricerca spasmodica del profitto utilizzando la propaganda politica con un assassino che ha iniettato nel Paese il virus della razza e dell’intolleranza verso gli altri. Una massiccia dose di ignoranza di cui Verona poteva fare a meno e che spero chieda conto a costoro che ne stanno infangando il nome, ancora una volta”.

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