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Coronavirus e crisi del florovivaismo: l’iniziativa di Coldiretti sotto la Regione Lombardia

“Ripartiamo con un fiore” si è svolta su scala nazionale, per rappresentare il bisogno di aiuto da parte di un settore che durante la pandemia di Coronavirus ha stabilito il suo record negativo

Di Redazione TPI
Pubblicato il 27 Giu. 2020 alle 17:57 Aggiornato il 28 Giu. 2020 alle 18:56
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Immagine di copertina
I fioristi sotto Palazzo Lombardia, sede della Regione

Coronavirus e crisi del florovivaismo: l’iniziativa di Coldiretti in Lombardia

Milioni di fiori e piante fiorite invendute andate distrutte con il crollo nei fatturati delle aziende: è la drammatica conseguenza dei mesi di lockdown imposti dal Coronavirus in Lombardia, con perdite milionarie per il settore della filiera del florovivaismo regionale, messo in ginocchio dal blocco di matrimoni, eventi e cerimonie, ma anche dalle difficoltà nelle esportazioni.

E’ quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione dell’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” che a livello nazionale, in molte città e luoghi turistici lungo la Penisola, ha portato in piazza il grido di dolore degli operatori che con fiori e fronde hanno realizzato decorazioni artistiche in piazze, strade, panchine, statue, fontane e scalinate. A Milano in piazza Città di Lombardia, nello spazio antistante la sede della Regione, è stata allestita un’installazione con gerbere e gerani, mentre al centro di Piazzale Segrino è stata posizionata una composizione di piante fiorite.

Le opere floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” rappresentano – sottolinea la Coldiretti – la richiesta di aiuto un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di miliardi piante e fiori mandati al macero in tutto il Paese.

Una situazione senza precedenti nella storia dell’Italia – evidenzia la Coldiretti nazionale – dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati rinviati, addirittura al prossimo anno, quasi 60mila matrimoni, ai quali si aggiungono mancate cresime, comunioni, battesimi, eventi pubblici, fiere e assemblee, con la sospensione persino dei funerali e la chiusura dei cimiteri, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie anche ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

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