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Coronavirus e crisi del florovivaismo: l’iniziativa di Coldiretti sotto la Regione Lombardia

Immagine di copertina
I fioristi sotto Palazzo Lombardia, sede della Regione

“Ripartiamo con un fiore” si è svolta su scala nazionale, per rappresentare il bisogno di aiuto da parte di un settore che durante la pandemia di Coronavirus ha stabilito il suo record negativo

Coronavirus e crisi del florovivaismo: l’iniziativa di Coldiretti in Lombardia

Milioni di fiori e piante fiorite invendute andate distrutte con il crollo nei fatturati delle aziende: è la drammatica conseguenza dei mesi di lockdown imposti dal Coronavirus in Lombardia, con perdite milionarie per il settore della filiera del florovivaismo regionale, messo in ginocchio dal blocco di matrimoni, eventi e cerimonie, ma anche dalle difficoltà nelle esportazioni.

E’ quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione dell’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” che a livello nazionale, in molte città e luoghi turistici lungo la Penisola, ha portato in piazza il grido di dolore degli operatori che con fiori e fronde hanno realizzato decorazioni artistiche in piazze, strade, panchine, statue, fontane e scalinate. A Milano in piazza Città di Lombardia, nello spazio antistante la sede della Regione, è stata allestita un’installazione con gerbere e gerani, mentre al centro di Piazzale Segrino è stata posizionata una composizione di piante fiorite.

Le opere floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” rappresentano – sottolinea la Coldiretti – la richiesta di aiuto un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di miliardi piante e fiori mandati al macero in tutto il Paese.

Una situazione senza precedenti nella storia dell’Italia – evidenzia la Coldiretti nazionale – dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati rinviati, addirittura al prossimo anno, quasi 60mila matrimoni, ai quali si aggiungono mancate cresime, comunioni, battesimi, eventi pubblici, fiere e assemblee, con la sospensione persino dei funerali e la chiusura dei cimiteri, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie anche ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

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