Coronavirus, l’allarme di Save the Children: “Un minore su 5 ha più difficoltà a fare i compiti”

"In Italia bambini intrappolati tra crisi economica e povertà educativa", il rapporto dell'Ong sull'Italia alle prese con l'epidemia di Covid-19

Di Redazione TPI
Pubblicato il 11 Mag. 2020 alle 11:55
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Coronavirus, l’allarme di Save the Children: “Un minore su 5 ha più difficoltà a fare i compiti”

Un genitore su 7, tra quelli con una situazione socio-economica più fragile, ha perso il lavoro definitivamente e oltre la metà temporaneamente, cresce il timore di abbandono scolastico per 1 ragazzo su 20. Circa un minore su 5 ha maggiori difficoltà a fare i compiti e, quasi uno su dieci tra gli 8 e gli 11 anni non segue mai o quasi le lezioni a distanza. E’ quanto emerge dal rapporto diffuso oggi dall’Ong Save The Children, che oggi ha lanciato la campagna Riscriviamo il futuro, volta ad offrire educazione, opportunità e speranza a 100mila bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese in 30 città in Italia, all’indomani dell’epidemia di Coronavirus che ha colpito il nostro paese.

Il rapporto di Save The Children si basa su un’indagine realizzata per l’Organizzazione dall’istituto di ricerca 40 dB su un campione di oltre mille bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni e i loro genitori, che include un 39,9 per cento del totale che è in condizioni di fragilità socio-economica anche a causa della crisi del Covid-19. Rispetto a prima del lockdown la percentuale di nuclei familiari in condizione di vulnerabilità socio-economica che beneficia di aiuti statali è quasi raddoppiata, passando dal 18,6 per cento al 32,3 per cento. Si tratta di genitori che, nel 44 per cento dei casi, sono preoccupati di non poter tornare al lavoro o cercarne uno perché i figli non vanno a scuola e non saprebbero a chi lasciarli.

Dal punto di vista educativo, circa un minore su 5 incontra maggiori difficoltà a fare i compiti rispetto al passato e, tra i bambini tra gli 8 e gli 11 anni, quasi uno su 10 non segue mai le lezioni a distanza o lo fa meno di una volta a settimana. Circa un genitore su 20 ha paura che i figli debbano ripetere l’anno, nonostante le disposizioni ministeriali lo vietino, o che possano lasciare la scuola, tassi che tra le famiglie in maggiori difficoltà economica, passano rispettivamente a quasi uno su 10 e uno su 12. Quasi la metà delle famiglie con maggiori fragilità (45,2 per cento) vorrebbe “le scuole aperte tutto il giorno con attività extrascolastiche e supporto alle famiglie in difficoltà”, opzione che comunque è gradita dal 39,1 per cento dei genitori intervistati. Sei genitori su dieci (60,3 per cento) ritengono che i propri figli avranno bisogno di supporto quando torneranno a scuola data la perdita di apprendimento degli ultimi mesi.

“Non possiamo permettere che l’epidemia di COVID-19 in pochi mesi tolga ai bambini e agli adolescenti in Italia opportunità di crescita e sviluppo. Dobbiamo agire subito per non privarli del loro futuro. L’educazione, formale e non, rappresenta per i nostri bambini l’ancora di salvezza per avere opportunità nel presente ma soprattutto per garantire la libertà di scegliere il proprio futuro, specie nei contesti più svantaggiati” ha affermato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia.

Save The Children ha pubblicato inoltre un Manifesto per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali, di ripartire dai bambini, cui hanno già aderito oltre cento nomi noti, tra cui Stefano Accorsi, Andrea Agnelli, Giovanni Allevi, Niccolò Ammaniti, Corrado Augias, Luca Barbarossa, Pierluigi Battista, Stefano  Benni, Lorenzo Bini Smaghi, Mario Biondi, Gianrico Carofiglio, Paola Cortellesi, Ferruccio De Bortoli, Erri De Luca, Diego De Silva, Elisa, Lapo  Elkann, Tiziano  Ferro, Corrado Formigli, Ghali, Helena Janeczeck, Jhumpa Lahiri, Gad Lerner, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini, Francesco Pacifico, Laura Pausini, Sandro Veronesi.

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