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Coronavirus: la startup 3D Venice regala 50 visiere ai volontari della Protezione Civile

Immagine di copertina
Le visiere stampate in 3D proteggono i volontari della Protezione Civile

La produzione di stampe 3D di grande formato è stata convertita per rispondere all’emergenza, realizzando dispositivi di protezione con schermo intercambiabile

Coronavirus: la startup 3D Venice regala 50 visiere ai volontari della Protezione Civile

La 3D Venice, startup veneziana che produce stampe 3D di grande formato, si riconverte di settore per rispondere all’emergenza Coronavirus: ora produce dispositivi di protezione con schermo intercambiabile. Utilizzare le stampanti 3D a grandi dimensioni per produrre visiere anti-Covid, riconvertendo di fatto non tanto la produzione quanto il settore di provenienza. E regalando la prima tranche di prodotto a chi ne ha bisogno urgentemente per tutelarsi dal virus. Protagonista di questa svolta è una giovane startup veneziana proveniente dal mondo editoriale e cartaceo: la 3D Venice, nata alla fine del 2018 come divisione del Gruppo Litostampa – Centro Servizi Editoriali, dal 1980 punto di riferimento nel nordest per il settore della stampa commerciale e quotidiana.

L’idea iniziale dei due soci Andrea Comin e Andrea De SIlvestri era quella di allargare la visione aziendale guardando al futuro ed entrando nel settore della stampa 3D grande formato. Con questo motivo, gli imprenditori si sono dotati della tecnologia più avanzata presente sul mercato, la stampante Massivit 1800 prodotta dall’azienda Israeliana Massivit 3D che riesce a stampare oggetti di grandi dimensioni utilizzando un particolare gel che polimerizza alla luce di una lampada UV. Prodotti rivolti in particolare ad artisti, designer per interni ed esterni, allestitori di negozi, fiere, musei, scenografi, appassionati di modellismo, ma anche imprenditori alla ricerca di idee originali per insegne e prodotti pubblicitari.

Tutte categorie e settori professionali che al momento sono in difficoltà e per la maggior parte non in attività causa lockdown. E così i due soci hanno subito pensato ad un piano-B che fosse anche sostenibile e utile a chi invece è in prima linea in questo periodo così’ difficile dell’emergenza  convertendo momentaneamente la produzione. I primi 50 dispositivi di protezione con schermo intercambiabile sono stati donati alla protezione civile regionale, operativa dall’inizio della pandemia e sempre a rischio contagio.

Le visiere sono del tutto simili a quelle utilizzate dai sanitari e che ora potranno essere indossate, per ulteriore sicurezza, anche dai volontari. “Naturalmente questo è solo un primo passo – spiega Andrea De Silvestri – anzi il primo passo che abbiamo voluto fare per ringraziare chi ci sta aiutando quotidianamente. Dal punto di vista imprenditoriale forse sarà un nuovo settore che vorremo esplorare visto che come dicono in molti nulla sarà come prima e tutto dovrà cambiare prospettiva. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo iniziato così e andremo a produrre e vendere dunque anche questo prodotto nel mercato”.

Leggi anche:

1. “Al Policlinico di Bari mancano le tute, quelle arrivate dalla Protezione Civile non sono certificate: il personale ha paura di lavorare”. La denuncia a TPI / 2. I medici avvertono “Le 600mila mascherine mandate dalla Protezione civile non sono autorizzate: non usatele”

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