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Coppie gay, la Corte d’Appello boccia il decreto Salvini: sì a genitore 1 e 2 sulla carta d’identità

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Coppie gay, la Corte d’Appello boccia il decreto Salvini: sì a genitore 1 e 2 sulla carta d’identità

Sui documenti dei minori si potranno indicare due madri o due padri. Lo ha stabilito la corte d’appello di Roma che ha condannato il ministero dell’Interno “ad applicare la dicitura ‘genitori’ o altra dicitura che corrisponda al genere del genitore sulle carte d’identità elettroniche rilasciate a persone minorenni”. A dare la notizia è l’associazione Famiglie Arcobaleno, sottolineando che la decisione “smentisce” il decreto firmato dall’allora ministro Matteo Salvini, il quale imponeva la dicitura “genitori”  al posto di madre/padre sui documenti.

Secondo l’associazione, i giudici hanno “ribadito un concetto molto semplice: sulla carta d’identità di un bambino/bambina non possono essere indicati dati personali diversi da quelli che risultano nei registri dello stato civile”.

Il caso è stato avviato da una coppia di madri che si è rivolta prima al tar del Lazio e poi al tribunale di Roma “esigendo l’emissione di un documento d’identità che rispecchi la reale composizione della loro famiglia”.

La richiesta era già stata accolta dai giudici del primo grado, che avevano dichiarato di fatto illegittimo il decreto in quanto il documento “integra gli estremi materiali del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico”.

Salvini, oggi ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, ha parlato di ”decisione sbagliata”. “Ognuno deve sempre essere libero di fare quello che vuole con la propria vita sentimentale, ma certificare l’idea che le parole ‘mamma’ e ‘papà’ vengano cancellate per legge è assurdo e riprovevole. Questo NON è progresso”, ha detto sui social il segretario della Lega.

“Che un paese civile come l’Italia emetta, attraverso il ministero dell’Interno, carte d’identità che riportano dati falsi è semplicemente imbarazzante”, ha commentato presidente di Famiglie Arcobaleno Alessia Crocini. “Speriamo che il governo intervenga subito riportando la dicitura che da sempre accompagna i documenti dei minori: genitori o chi ne fa le veci”, ha aggiunto.

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