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Caso Regeni, la professoressa di Cambridge rompe il silenzio: “Pronta a collaborare”

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Caso Regeni, la professoressa di Cambridge rompe il silenzio: “Pronta a collaborare”

La professoressa di Giulio Regeni all’università di Cambridge ha dichiarato che intende collaborare alle indagini sulla morte del ricercatore friulano, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. “Voglio cooperare, Giulio era ragazzo brillante”, avrebbe detto Maha Abdelrahman quando la scorsa settimana ha incontrato i membri della commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Regeni che si sono recati in visita a Cambridge, secondo quanto riportato da La Repubblica.

“La tutor si è mostrata emotivamente provata”, ha detto a Repubblica Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva che ha partecipato alla visita. L’incontro sarebbe anche stato momentaneamente sospeso per le difficoltà della tutor di Regeni. “La professoressa Abdelrahman, i vertici dell’università di Cambridge e le autorità britanniche hanno mostrato una grande disponibilità”, ha aggiunto Ungaro.

Un giudizio molto diverso da quello che le autorità italiane avevano dato solo fino a qualche mese fa. Lo scorso dicembre, nell’atto finale dell’inchiesta della procura di Roma, il pm Sergio Colaiocco aveva infatti rilevato da parte di Abdelrahman “l’assenza di volontà di contribuire alle indagini relative al sequestro, la tortura e l’omicidio di un suo studente”. “Quali siano le ragioni di siffatta anomala condotta non è stato possibile, sino ad oggi, accertare”, aveva scritto il pm.

Intervenendo la settimana scorsa di fronte alla commissione d’inchiesta, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato che sarà dato “pieno sostegno all’autorità giudiziaria utilizzando tutti gli strumenti internazionali per eseguire la sentenza, una volta che ci sarà stata”, facendo riferimento al processo che il 14 ottobre, si aprirà a Roma il processo per la scomparsa e l’omicidio di Regeni, in cui sono imputati in contumacia quattro dirigenti dei servizi di sicurezza egiziana.

Di Maio ha dichiarato che l’Italia non potrà avere pieni rapporti con l’Egitto fino a quando non sarà fatta piena luce su quanto accaduto a Giulio Regeni.  “Anche per questo abbiamo sensibilizzato i nostri partner in sede di Unione Europea e Nazioni Unite sulle nostre richieste di giustizia e verità”, ha detto Di Maio, sentito per la seconda volta in poco più di un anno nell’ultima audizione della commissione d’inchiesta presieduta da Erasmo Palazzotto, che entro fine anno presenterà la propria relazione definitiva.

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