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Le ultime parole di Mario, il carabiniere ucciso a Roma: “Mi ammazza, aiutami”

Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega è stato ucciso nella Capitale, venerdì 26 luglio, da undici coltellate

Di Marco Nepi
Pubblicato il 29 Lug. 2019 alle 09:35 Aggiornato il 29 Lug. 2019 alle 09:44
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Immagine di copertina

Carabiniere ucciso a Roma, le ultime parole di Mario Cerciello Rega

Il carabiniere ucciso a Roma, Mario Cerciello Rega, avrebbe detto, mentre era colpito a morte: “Aiuto, mi stanno ammazzando”. Parole urlate al collega, mentre era ferito con undici coltellate da Finnegan Lee Elder. Il primo colpo che Rega ha ricevuto è stato al cuore e non gli ha lasciato scampo.

Andrea Varriale, il secondo membro dell’Arma sul posto, era invece impegnato in un corpo a corpo con l’altro ragazzo americano, Christian Gabriel Natale Hjorth. Che, come riportato dal Messaggero, ha affermato di non sapere che l’amico avesse con sé un coltello. L’ha scaricato nel tentativo di differenziare i ruoli nella morte del carabiniere. “La sua posizione è estranea all’imprevedibile condotta di Lee che ha portato alla morte del servitore dello stato”, ha affermato l’avvocato Emiliano Sisinni.

Migliaia in fila a Roma per la camera ardente

In migliaia hanno deciso di rendere omaggio alle esequie del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso il 26 luglio a Roma. Come riportato da Ansa, la fila non si è interrotta per tutto il pomeriggio. Hanno partecipato semplici cittadini e rappresentanti di tutte le forze dell’ordine: dal comandante dell’Arma Giovanni Nistri alla vice capo della polizia Alessandra Guidi, dal vice questore vicario di Roma Rossella Materazzo al capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli. Dalla sindaca Virginia Raggi a Giorgia Meloni e Riccardo Magi, ma anche Flavio Insinna.

>L’americano bendato e lo Stato fragile che deve mimare il codice della mafia per sentirsi forte

Presente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “C’è molta commozione e tutta la massima vicinanza nei confronti della moglie e della famiglia. Oggettivamente è una perdita che ci addolora tutti. Questo è il momento della commozione, Questo è il momento di stare vicini alla famiglia. Poi per qualche altra dichiarazione di più ampio respiro su questa vicenda, mi riservo di farvi sapere”, ha dichiarato il premier.

Accanto al feretro, per tutto il pomeriggio, la moglie Roma Maria, il fratello e la sorella di Mario seduti sui banchi insieme agli amici, tantissimi, venuti da Somma Vesuviana, dove oggi, lunedì 29 luglio, è celebrato il funerale.

Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, che era amico di Mario e che ha celebrato anche la sua promessa di nozze, ha voluto essere presente. “Chi lo ha ucciso è un animale”, ha detto con rabbia.

“Era mio dovere essere qui oggi perché rappresento la sua città e perché ero un suo amico. Non infanghiamo il nome di Mario, come sto leggendo su alcuni articoli di giornale, non lo merita. Era un galantuomo, un umile servitore dello Stato che ha pagato a caro prezzo il suo lavoro. Ai giudici dico non siate parsimoniosi, c’è bisogno di rispetto per la divisa, per gli uomini che prestano la loro vita allo Stato”.

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