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Calabria, Emilia, Lombardia, Sicilia e Veneto in zona arancione: l’ordinanza del ministro Speranza

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 8 Gen. 2021 alle 14:24 Aggiornato il 8 Gen. 2021 alle 22:19
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Immagine di copertina

Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia andranno, da lunedì 11 gennaio, in zona arancione. Le altre regioni restano in zona gialla. Non ci saranno invece regioni in zona rossa. I dati che emergono dal monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità hanno portato alla decisione del governo, ufficializzata da un’ordinanza del ministero della Salute guidato da Roberto Speranza firmata in serata.

“Ho firmato una nuova ordinanza che porta in zona arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita”, ha scritto il ministro in un post su Facebook. Intanto l’Rt nazionale sale a 1,03, sorpassando per la prima volta dopo sei settimane la soglia dell’1.

L’indice Rt sopra 1

In base al monitoraggio della Cabina di regia del ministero alla Salute e dell’Istituto superiore di sanità sul periodo 28 dicembre-3 gennaio, l’indice di contagio Rt è tornato sopra 1 in Italia dopo 6 settimane. “Nel periodo 15-28 dicembre 2020 – si legge nel report – l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13) in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno”.

Il peggioramento generale dopo le feste

“Questa settimana si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza a 14 giorni torna a crescere dopo alcune settimane di decrescita, aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali e questo si traduce in un aumento generale del rischio”. L’epidemia – prosegue il report – si trova in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti. Questo avverrebbe in un contesto di elevata incidenza con una pressione assistenziale ancora elevata ed in crescita in molte Regioni”.

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