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Bellano, mariti gelosi contro il maresciallo: “Giù le mani dalle nostre mogli, codardo togliti cintura e pistola”

Immagine di copertina
La scritta sui muri di Bellano

Sembra un racconto uscito da una canzone di De André: a Bellano, un paesino in provincia di Como, un Don Giovanni viene denunciato pubblicamente, su tutti i muri. A “soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie” questa volta non c’è quindi una bocca di rosa, ma le concupite sono le mogli degli altri, sedotte da un maresciallo conosciuto in tutto il comune.

“Giù le mani dalle mogli degli altri. Codardo togliti cintura e pistola e difenditi dai mariti”: nella notte, nel centro della cittadina lariana, sono apparse le scritte rivolte al presunto amante, imbrattate con la vernice nera sulla facciata di un condominio e sul muretto della scuola.

Un messaggio che sembra alludere ad un esponente delle forze dell’ordine della zona. In paese confermano l’indiscrezione, sull’accaduto i carabinieri hanno aperto un’indagine e il caso è stato portato all’attenzione dei superiori.

Il maresciallo 56enne a cui si rivolgerebbero le critiche ha respinto al mittente le accuse e nega ogni illazione: “Non è vero niente vedrò se procedere per diffamazione contro ignoti. Non la vendetta di mariti gelosi, ma solo il tentativo di farmi cacciare via da parte di qualcuno che ce l’ha con me. Non riesco a immaginare di chi possa trattarsi: non ho mai avuto screzi con nessuno”.

I militari hanno aperto un’inchiesta dopo che i proprietari dell’immobile dove è stata trovata la scritta hanno presentato denuncia per vandalismo. Il comando provinciale è stato inoltre avvertito della vicenda e indaga per verificare quanto accaduto.

Intanto, il sindaco Antonio Rusconi ha fatto togliere le scritte ingiuriose che, ha sottolineato, “sono state rimosse e ora dovrà essere effettuato un ulteriore intervento per imbiancare i muri vandalizzati”. Le scritte sono state coperte, ma “la notizia un po’ originale, non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca era volata veloce di bocca in bocca”.

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