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Home » Cronaca

“Andrai all’inferno”: bambino segregato e torturato per anni dai genitori in Sardegna

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Tanta crudeltà e una cattiveria incomprensibile quella che ha dovuto subire Antonio (nome di fantasia), un bambino di 11 anni che è stato segregato, picchiato e torturato dai propri genitori e dalla zia per anni. Antonio veniva puntualmente maltrattato nella villetta di famiglia ad Arzachena, in Costa Smeralda. Questo, secondo le prime ricostruzioni, era il metodo educativo che veniva applicato.

L’11enne veniva picchiato dai genitori che lo rinchiudevano in una stanza per andare a cena dagli amici, e per spaventarlo, usavano una voce preregistrata che minacciava: “Sei cattivo, andrai all’inferno”. il bambino era sottoposto a torture fisiche e psicologiche, descritte dettagliatamente nel diario segreto che il piccolo nascondeva in camera. Le punizioni sistematiche consistevano nella segregazione in camera per ore, al buio, senza il materasso, e con un secchio per fare i bisogni. Poi, un anno fa di notte, il bambino ha trovato il coraggio di chiamare il 112 e ha esordito: “Scusate il disturbo”. I carabinieri sono accorsi pochi minuti dopo la chiamata. “Volevo parlare con mia zia, ma ho dovuto chiamare voi perché dal cellulare che mi hanno lasciato si possono fare soltanto telefonate d’emergenza”, avrebbe detto il bimbo, secondo quanto riporta il Corriere.

I pm della Procura di Tempio Pausania, Luciano Tarditi e Laura Bassani, hanno chiesto una condanna a 12 anni di carcere per i genitori e la zia del bambino. I genitori sono accusati di: sequestro di persona, maltrattamenti, minacce. È stata disposta un’ordinanza cautelativa immediatamente convalidata e il carcere. Soltanto dopo qualche settimana sono arrivate le prime ammissioni, poi la confessione, completa, e l’arresto della zia, con il tentativo di scaricare su di lei parte delle responsabilità e parziali propositi di pentimento. Ma la procura della Repubblica di Tempio Pausania ha rifiutato la proposta di patteggiamento dei tre imputati e ha chiesto il giudizio immediato. Il processo, con rito abbreviato, ha avuto inizio a febbraio e si concluderà il 22 giugno. “Antonio ha un deficit cognitivo, è forse un po’ troppo vivace, ma a scuola mai ha dato più problemi di altri compagni”, si legge anche su Corriere.

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