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Home » Cronaca

Assorbenti vietati dopo le 18 in zona rossa: “Non sono beni di prima necessità”

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Puglia, assorbenti non considerati beni di prima necessità: no alla vendita dopo le 18

Gli assorbenti non sono considerati beni di prima necessità, motivo per cui in zona rossa non possono essere venduti dopo le 18: accade a Collepasso, in Puglia, dove una ragazza, la 22enne Alessia Ria, si è vista costretta a ritornare a casa senza il pacco di assorbenti che voleva acquistare al supermercato.

La giovane ha quindi deciso di denunciare l’accaduto sui social: “Siamo arrivati all’assurdo – ha scritto Alessia sul suo profilo Facebook – Questa sera sono andata a comprare due pacchi di assorbenti ma mi è stato vietato perché non sono considerati ‘beni di prima necessità’”.

“Quindi non solo sono considerati ‘beni di lusso’, non solo paghiamo il 22% di IVA, ma adesso devo anche privarmi di un qualcosa di cui io e miliardi di donne abbiamo bisogno ogni mese!”.

Contattata da La Repubblica, la ragazza ripercorre la vicenda, avvenuta nella serata di martedì 30 marzo. Dopo essere arrivata nel supermercato vicino casa, poco dopo le 18, la giovane ha acquistato un pacco di patatine, i taralli e due confezioni di assorbenti presi da uno scaffale che era stato “chiuso” con nastro bianco e rosso solo pochi minuti prima.

Una volta arrivata alla cassa, però, la ragazza si è sentita dire dall’addetto: “Signorina, mi scusi ma questi proprio non li posso passare”.

Non solo, alle sua rimostranze un’altra cassiera le avrebbe risposto: “O certifichi di avere il ciclo o lamentati con il sindaco”. La denuncia della ragazza sui social è divenuta ben presto virale ed ha avuto i suoi effetti.

La Regione Puglia, infatti, ha integrato l’ordinanza con la quale si disciplinano le attività di vendita in zona rossa e che prevede per i market solo la vendita di prodotti alimentari specificando che “è consentita la vendita di assorbenti, data la loro specifica funzione, entro l’orario di chiusura ordinaria”.

Leggi anche: La Scozia garantisce assorbenti gratis, l’Italia invece li considera ancora beni di lusso: “Stop alla tampon tax”

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