Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Arezzo, uccise moglie e suocera: condannato all’ergastolo. Il figlio: “Un sollievo”

Immagine di copertina

La Corte d’assise di Arezzo ha condannato all’ergastolo Jawad Hicham, 38 anni, marocchino, accusato di aver ucciso a coltellate la compagna Sara Ruschi, 35 anni e la suocera Brunetta Ridolfi, 76, nella notte tra il 12 e il 13 aprile scorsi ad Arezzo. Il duplice delitto avvenne nell’appartamento di via San Lorentino dove la coppia viveva con i due figli di 16 e 2 anni. Il pm Marco Dioni aveva chiesto stamani per l’uomo l’ergastolo.

Secondo quanto emerso la furia omicida dell’uomo scoppiò dopo una serie di messaggi scambiati per telefono con la moglie, che si trovava in un’altra stanza della casa, e degenerati in offese. Una ventina le coltellate inferte alla donna, tre quelle alla madre di Sara Bruschi che viveva con loro e sarebbe intervenuta a difesa della figlia. In casa c’erano anche i due figli della coppia. Jawad Hicham uscì poi dall’abitazione e raggiunta una cabina telefonica chiamò la polizia. Sempre in base a quanto emerso, Sara Bruschi un mese prima di morire aveva fatto uscire di casa il 38enne per poi riprenderlo circa una decina di giorni prima del duplice delitto. La difesa dell’uomo aveva chiesto che il 38enne fosse sottoposto a perizia psichiatrica, istanza però rigettata dalla Corte d’assise. Nell’arringa finale l’avvocato ha chiesto che non fosse riconosciuta l’aggravante del legame parentale e la possibilità di accedere al rito abbreviato.

“Pensavo che avrebbero dato una pena più bassa, di pochi anni, ma finalmente quello che avevamo sperato per diversi mesi hanno finalmente fatto”. Così il figlio 17enne di Jawad Hicham rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano perché avesse parlato di “sollievo” dopo la sentenza. Il ragazzo era in casa con la sorellina di due anni quando avvenne il duplice femminicidio.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”