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Home » Cronaca

Ardea, la madre del killer ai genitori dei bambini uccisi: “Gesto folle, mi unisco al vostro dolore”

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Proprio nel giorno dei funerali dei piccoli Daniel e David Fusinato, uccisi domenica scorsa ad Ardea insieme al pensionato Salvatore Ranieri, la madre del killer ha scritto una lettera aperta rivolta alla famiglia dei due bambini uccisi. “Sono profondamente addolorata e sconvolta per il gesto folle, efferato e violento di mio figlio, davanti al quale non mi do pace né ragione”, ha scritto Rita Rossetti, la madre di Andrea Pignani. La donna ha sottolineato che “il gesto di mio figlio non può essere giustificato in alcun modo”, ma ha chiesto di potersi unire al dolore delle famiglie delle vittime.

Intanto oggi, 19 giugno, alle 14 nella chiesa della Regina Pacis di Ostia si terranno i funerali di Daniel e David. “Il gesto insano – riporta la lettera pubblicata dal Messaggero e dal Corriere della Sera – che ha provocato la morte di Salvatore, Daniel e David, anime innocenti ha gettato nel dolore e nella disperazione le vostre famiglie e la mia. Come si può arrivare a tanta ferocia? Il gesto di mio figlio non può essere giustificato in alcun modo. Mi sento impotente davanti alla vostra tragedia e so che non ci sono parole giuste. Ci sono cose che il tempo non può accomodare, ferite talmente profonde che lasciano il segno e ti cambiano la vita inesorabilmente, perché indietro non si torna”.

La madre del killer di Ardea ha chiesto quindi alla famiglia delle giovani vittime: “Permettetemi di stringermi con tutto il mio dolore e quello della mia famiglia tutta, al vostro che sarà lungo e incolmabile”. Rita Rossetti ha poi sottolineato che vorrebbe essere presente per l’addio a Daniel e David, e abbracciare i loro genitori, ma “non abbiamo la forza di andare al funerale. E poi lo so benissimo che non è la stessa cosa il dolore che proviamo noi rispetto al loro”.

Infine sul fatto che la famiglia non abbia mai denunciato il killer di Ardea, la madre di Pignani ha spiegato al Corriere: “Se io ho sbagliato l’ho fatto in buona fede. Se avessi saputo che negli ultimi tempi andava in giro a sparare con la pistola, come dicono, sarei stata io la prima a denunciarlo! Ma non disconosco mio figlio e gli vorrò sempre bene malgrado quello che ha fatto. Andrea poteva essere aiutato? Bella domanda. Ogni reazione alle terapie è sempre una cosa individuale. E se uno si rifiuta? I matti rifiutano sempre l’idea di essere malati”.

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