Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:01
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Cronaca

“Fate girare i nomi degli indagati della morte di Giulio Regeni”. L’appello della famiglia

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

“Fate girare i nomi dei quattro indagati per la morte di Giulio” È l’appello lanciato dall’avvocata Alessandra Ballerini il giorno stesso in cui è stata riconosciuta dalla terza Corte d’Assise di Roma la causa che rendeva impossibile avviare il processo, stante l’accertata mancata notifica a tutti gli accusati che si trovano in Egitto e ai quali non risulta arrivata la notizia del processo in Italia. Non in via formale. Il processo doveva iniziare il 14 ottobre, era nella sua fase più delicata sotto ogni punto di vista e infatti anche per garantire massima sicurezza l’udienza si è tenuta nell’aula bunker di Rebibbia.

I quattro funzionari della National Security, devono rispondere di sequestro di persona pluriaggravato, torture e omicidio e sono stati individuati grazie alle indagini della Procura di Roma. Si tratta del generale Sabir Tariq e dei colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif; nei confronti di quest’ultimo i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato. Ma dal fascicolo manca la prova che la notizia del processo sia arrivata a tutti loro e per questo non si può, al momento, andare avanti.

Di qui l’appello del legale che rappresenta la famiglia Regeni a fare del tutto per far “girare” quei nomi e rendere in qualche modo possibile la notifica effettiva dell’esistenza di un processo a loro carico nel quale potersi difendere. Senza questo passaggio tutto potrebbe complicarsi e sarebbe un diniego di giustizia dopo le molte battaglie fatte finora per arrivare a ricostruire l’identità degli aggressori di Giulio. TPI raccoglie l’appello della famiglia e di seguito riporta – come già fatto in più occasioni – i nominativi degli indagati, anche in lingua originale per contribuire all’iter della notifica con ogni mezzo utile.

TARIQ SABIR, nato in Egitto nel 1963, titolare di documento di identificazione militare nr. 291/1984/19, Generale della Polizia presso il Dipartimento di Sicurezza Nazionale;

ATHAR KAMEL MOHAMED IBRAHIM, nato in Egitto nel 1968, titolare di documento di identificazione militare nr. 5/89,

UHSAM HELMI, Colonnello, nato in Egitto nel 1968, titolare di documento di identificazione militare nr.270/1990

MAGDI IBRAHIM ABDELAL SHARIF, nato in Egitto il 9.7.1984

١- شريف مجدي إبراهيم عبد العال
٢- طارق علي صابر
٣- حسام الدين حلمي محمد
٤- آسر كمال محمد محمد إبراهيم

Sharif Magdi Ibrqaim Abdlaal

Il maggiore Sharif Magdi Ibrqaim Abdlaal è l’uomo che ha coordinato l’operazione di spionaggio di Giulio ed è lo stesso che ha falsamente accusato e fatto arrestare ad aprile 2016 Ahmed Abdallah, il presidente del consiglio d’amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), rilasciato dopo sei mesi di carcere.

È proprio il maggiore Sharif che Mohamed Abdallah, capo del sindacato indipendente, chiama subito dopo l’incontro con Regeni per consegnargli la telecamera nascosta.

Il colonnello gli aveva promesso una ricompensa alla chiusura del caso Regeni.

Colonnello Osan Helmy

Come hanno dimostrato i tabulati telefonici sviluppati in Italia da Sco e Ros, il colonnello Osan Helmy è uno degli agenti della National Security che aveva arruolato l’ambulante Mohammed Abdallah.

Helmy è lo stesso che, nel marzo 2016, accolse in aeroporto gli agenti inviati dall’Italia affermando davanti a loro che né lui né i suoi colleghi avevano mai sentito pronunciare prima del ritrovamento del cadavere il nome di Regeni.

Colonello Ather Kamal

Fu lui a portare il capo del sindacato egli ambulanti, Mohammed Abdallah, nella sede della National Security dove fu arruolato come “spia” di Regeni.

Generale Sabir Tareq

Sul generale al momento non risultano informazioni approfondite, quel che è noto è che il suo fu un ruolo decisivo nelle azioni di sorveglianza e pedinamento di Giulio Regeni.

Alcuni giorni prima la stessa Procura di Roma aveva deciso di formalizzare l’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni dei nove soggetti, tra poliziotti egiziani e agenti del servizio segreto civile, ritenuti coinvolti nell’omicidio di Giulio Regeni.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Dietrofront del governo: niente Dad con un contagiato in classe
Cronaca / Picchiato a sangue per aver difeso un’amica da uno stalker: 50enne muore dopo giorni di agonia
Cronaca / Covid, oggi 12.764 casi e 89 morti: tasso di positività all'1,8%
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Dietrofront del governo: niente Dad con un contagiato in classe
Cronaca / Picchiato a sangue per aver difeso un’amica da uno stalker: 50enne muore dopo giorni di agonia
Cronaca / Covid, oggi 12.764 casi e 89 morti: tasso di positività all'1,8%
Cronaca / Incendio alla raffineria Eni di Livorno, i residenti a TPI: “Un forte boato, poi una puzza insopportabile”
Cronaca / Bollette, Draghi annuncia nuovi interventi contro i rincari: “Aiuti a famiglie più povere”
Cronaca / Natale in zona gialla: rischiano Lazio, Lombardia e Veneto
Cronaca / Torino, carabiniere tenta di sventare una rapina e viene accoltellato: fermato un 16enne
Cronaca / Luca Morisi, la procura chiede l’archiviazione dopo l’indagine sulla serata con droga ed escort
Cronaca / Greta Beccaglia, parla l’uomo che ha molestato la giornalista: “Non sto bene per quello che ho fatto, voglio incontrarla”
Cronaca / Scuola, marcia indietro del governo: torna la didattica a distanza anche al primo positivo