Il Mark Caltagirone del Coronavirus: il misterioso caso del medico Andrea Salvi

Di Selvaggia Lucarelli e Franco Bagnasco
Pubblicato il 27 Apr. 2020 alle 13:23
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Andrea Salvi

Andrea Salvi, il misterioso caso del Mark Caltagirone del Coronavirus

Catfishing ai tempi del Coronavirus. Per speculare sulla drammaticità del momento, ingannando persone sensibili tramite i social. Protagonista un fantomatico, affascinante medico di 40 anni, Andrea Salvi, originario di Torino ma impegnato “al fronte” in un pronto soccorso di Parigi; con un profilo Facebook molto attivo (da anni, peraltro) e una foto posata in bianco e nero da gran figo. Improvvisamente, dieci giorni fa, Andrea comunica ai suoi followers – ma soprattutto alle sue tante followers, sia pubblicamente che in messaggi privati – di aver contratto il Covid-19 sul lavoro, ma che ne uscirà “più forte di prima”.

Nell’arco di una settimana, però, accade l’irreparabile: la sorella Lucia avvisa le amiche di Andrea via Facebook e WhatsApp: “Sono Lucia, la sorella di Andrea. Andrea non può rispondere perché stamattina ha avuto una crisi respiratoria e l’hanno intubato. Mi ha detto di avvisare gli innumerevoli amici che gli hanno scritto. Siamo molto preoccupati, un abbraccio”. Poi accade l’irreparabile. Tre giorni fa una tra le amiche posta sul profilo dell’uomo una foto molto emozionale, un piccolo collage di immagini e pensieri di Salvi, e comunica la ferale notizia a tutti: Andrea, a sorpresa, è morto, non ce l’ha fatta. Anche la sorella di Andrea scrive su Facebook: “Dispiega le ali della libertà, fratello mio, non aver paura, vola più in alto!”. I post sulle bacheche delle donne affrante si moltiplicano: “Ti voglio bene Andrea, questo maledetto virus ti ha portato via, mi mancherai!”. “Addio meravigliosa creatura!”.

Andrea Salvi

Tutto finto, dalla prima all’ultima parola. Perché Andrea non esiste. E neppure l’amica che posta il lapidario cordoglio. E nemmeno la sorella del nostro, tale Lucia Salvi, anch’ella in contatto col fratello sul social di Zuckerberg. O meglio, esistono ma sono un’unica, misteriosa persona. Il burattinaio o la barattinaia che muove i fili di tutto l’inganno. Vere però, sono le tante amiche che “Andrea” aveva adescato e che si sono commosse per la sua morte. La macabra pagliacciata era ben congegnata e poteva persino stare in piedi. Ma c’è una cosa che il millantatore non ha considerato: col tempo e i tanti contatti accumulati spacciando bontà e buonismo, il fake Andrea si era fatto come dicevamo tante amiche, che si sono messe a condividere commosse la notizia della sua morte sulle loro bacheche, amplificandola per bene.

La cosa ha scatenato unanime cordoglio mettendo sul chi vive anche noi di TPI, che ci siamo messi a indagare. Scoprendo che Andrea Salvi non è iscritto all’Ordine dei medici, che nessun giornale o sito francese aveva pubblicato la notizia, ovviamente ineludibile, della tragica morte per Coronavirus del coraggioso giovane specialista italiano, e infine soprattutto che la sua foto (è bastata una ricerca su Google immagini) è stata in realtà scippata al profilo Instagram di un ragazzo tedesco, Berg Greif, probabilmente un modello, che ne pubblica a vagonate e che sono servite in questi anni ad alimentare la pagina Facebook del finto Salvi.

Non soddisfatto, per approfondire, chi scrive ha chiesto alle comuni amiche internettiane di contattare la fantomatica sorella di Salvi, che spesso commentava sul suo profilo, per avere notizie di Andrea. È bastato l’interessamento di un giornalista (e magari la paura di una successiva indagine della Polizia postale) per far sparire dalla mattina successiva, e contemporaneamente, tutti e tre i profili: quello di Andrea Salvi, della sorella Lucia (anche la sua foto tra parentesi era finta, un vecchio scatto d’arte rubato da un profilo Twitter fake francese inattivo dal 2017) e persino dell’amica che ne aveva comunicato la morte.

Il misterioso caso di Andrea Salvi: i testimoni

Uno tra i soggetti (questo realmente esistente) con cui le tante persone ingannate dal fake ricordano più interazioni virtuali con l’ignoto manipolatore è un giovane attore che vive a Roma: Antonio Fazio. Sentito al telefono Antonio spiega come è entrato in contatto con questo finto medico: “Mi sono trasferito a Torino per un po’ lo scorso anno e su Facebook mi è apparso questo Andrea Salvi con cui avevo un’amica di Padova in comune, Carla. Ci siamo scritti per un po’, mi sembrava una persona sensibile, delicata. C’era però qualcosa che non mi convinceva, poi quando ho letto che era morto dalla bacheca della sua finta sorella, ho chiamato la mia amica Carla per sapere qualcosa del lutto e lei mi ha spiegato che avevano trovato il profilo Instagram di un ragazzo tedesco a cui questo finto medico aveva rubato le foto. In pratica non è mai esistito”.

Carla, raggiunta al telefono, aggiunge altri dettagli: “A me aveva chiesto l’amicizia un anno fa circa, mi aveva colpito la sua spiccata sensibilità femminile, ci scrivevamo ogni tanto, mi diceva che appunto viveva a Parigi, era separato e aveva suo figlio a Roma. Aveva molti amici di Padova tra gli amici su Facebook, molti miei conoscenti. Era molto gentile, postava poesie, canzoni, cose un po’ basiche a dire il vero. Quando a Capodanno sono andata a Parigi con la mia famiglia ho pensato di contattarlo per conoscerci. Poi guardando le foto di Parigi che postava in quei giorni qualcosa mi è puzzato: non corrispondevano le fioriture degli alberi col periodo dell’anno in cui ci trovavamo, ho avuto la sensazione che non fosse tutto chiaro e non l’ho cercato. Quando ho saputo che lui non esisteva sono rimasta basita perché, a parte me, è riuscito a manipolare molte donne intelligenti, sveglie”.

Andrea Salvi

Francesco è un altro della cerchia di amici di Facebook del finto medico: “Tante mie amiche, persone in gamba, gli hanno fatto confidenze personali, altre si sono invaghite e hanno fatto sesso virtuale, alcune hanno avuto bisogno di uno psicologo quando hanno capito l’inganno. Io, che ero un suo amico uomo, ero quasi invidioso del successo che aveva con le donne sul web, era pieno di amiche anche straniere, tutte donne molto interessanti, da blogger abbastanza famose a galleriste. A quanto pare qualcuna riceveva anche delle note vocali con la voce modificata, solo che poi si è scoperto che quel numero di telefono corrispondeva con quello della famosa sorella Lucia. Io avevo litigato con ‘Andrea’ perché un’amica comune era rimasta delusa da lui in privato e quindi aveva rotto i ponti anche con me ritenendomi forse suo complice, ma non ho mai saputo cosa fosse successo”.

Marco, insegnante universitario, che ha ricevuto la richiesta di amicizia dal finto medico circa un anno fa, ha anche un’ipotesi sulla vera identità di Andrea. “Almeno un paio di donne che conoscevo erano cadute nella sua rete e si erano invaghite, soffrendo anche molto per la delusione nel capire di essere state ingannate. Lui mandava delle note vocali con la voce modificata da qualche programma, non so come fosse possibile, ma era comunque riuscito a irretire donne molto in gamba. Allora mi sono messo ad osservare con attenzione il profilo di questo Andrea Salvi e ho visto che a un certo punto diceva di aver vinto un concorso fotografico. Cercando la foto con cui diceva di aver vinto il concorso su Google immagini, l’ho trovata pubblicata proprio da un medico di base, solo che era una donna di mezza età, della provincia di Varese, tale S. M. e a quel punto, come sospettavo, mi sono convinto che dietro a questa storia ci fosse una donna. Magari proprio questa dottoressa”.

“Anche la scrittura di questo Andrea aveva un taglio molto femminile ed il suo target erano donne piuttosto colte, tutte intorno ai 40 anni. Mi ha colpito poi il fatto che questa foto fosse stata scattata in un noto manicomio abbandonato e che ritraesse delle figure di bambine che apparivano sdoppiate, come ad indicare una personalità multipla. Il profilo di questo medico donna oggi è sparito”. Quindi l’attività del fintissimo Andrea Salvi prima di architettare questa drammatica ed esemplare uscita di scena era chiara.

Le malcapitate (quasi tutte donne) ne parlano come di “una persona gentilissima e romantica”; di un uomo “umanamente speciale alla continua ricerca dell’amore, sicuramente narcisista”, che scriveva spesso messaggi privati anche dolcissimi e che ogni tanto diceva: “Basta, Facebook mi ha stancato: spariva per un po’ e poi tornava”; qualcuno da cui trarre “grande arricchimento personale”. Si diceva separato e con una figlia piccola, appassionato del jazz di Paolo Fresu, e diceva frasi come: “Siamo persone, non eroi…”, riferendosi ovviamente ai medici e combattendo la retorica in voga. E aggiungeva, sempre riferendosi ai tempi che viviamo: “In questa vita c’è bisogno di più Anima per sopportare quello che c’è intorno”.

Insomma, se non un santo, poco ci manca. Uno da tenersi stretto. Tanto che in una conversazione privata la sua interlocutrice, incredula per tanta perfezione, gli ha domandato: “Ma tu, esisti davvero?”. Risposta di Salvi: “No, sono finto”. Seguono emoticons ridanciani. Il mistificatore aveva le spalle talmente coperte da potersi permettere anche di scherzare sulla propria mascalzonata. Aggiunge l’amica: “Era sempre molto gentile, ogni tanto mandava qualche foto, ma non è mai stato uno stalker. Avremo parlato una sola volta di vederci, ma en passant. Anche per questo non mi sono mai insospettita”. Insomma, il nostro giocava sporco ma pulito.

andrea salvi

Sostituzione d’identità a puri fini edonistici, verrebbe da dire. Oppure, come spesso accade nel “catfishing”, una donna con un’identità sessuale irrisolta si crea un alter ego maschile e nella sua “second life” è l’uomo che vorrebbe essere, corteggia donne che vorrebbe avere. Se vi sembra di essere tornati (in piccolo) ai tempi non lontani di Mark Caltagirone, l’avatar sentimentale di Pamela Prati, senza magari tutto il corredo mediatico che ha banalizzato e ridicolizzato un fenomeno a dire il vero molto serio, che lascia strascichi di delusione e sofferenza, non siete lontani dalla realtà.

Questi manipolatori (che poi sono quasi sempre “manipolatrici”) agiscono tutti esattamente come il finto Andrea Salvi: costruiscono pazientemente finti profili e identità collaterali di fratelli, genitori, cugini che servono ad alimentare il profilo principale, suffragandone la veridicità. Della serie: ci sono così tante persone che danno prove del fatto che io esista, che mai potrete pensare che io non possa esistere. E così è accaduto per tanto tempo. Ultimamente, però, riferiscono i contatti, qualcuno (che forse ha fatto parte delle nostre stesse ricerche su Internet) aveva adombrato commentando alcuni suoi post la possibilità che Salvi non esistesse. Cosa che guarda caso mandava su tutte le furie sua sorella Lucia, che era lì apposta per confermare quanto suo fratello fosse una presenza in carne e ossa. Fatto sta che il nostro amico millantatore o amica millantatice deve aver pensato: è ora di togliere il disturbo.

Che cosa c’è di meglio di una spettacolare morte in Francia per Coronavirus, il male del momento? Tanto lì, chi mi scopre? E anche questo è un meccanismo ricorrente nel catfishing: chi crea finti profili è solito farne sparire alcuni tramite morti tragiche e spettacolari, come se si replicasse la trama di qualche soap scadente. Ma stavolta gli è andata male (in attesa di riciclarsi probabilmente in altri ignari corpi, naturalmente) e l’abbiamo costretto, o forse sarebbe meglio dire costretta, intanto a chiudere almeno tre profili. Una goccia nel mare della mistificazione.

Raggiunta al telefono, la dottoressa S.M. non ha voluto conoscere la vicenda: “No guardi la blocco subito, io non sono sui social, mi sono sempre rifiutata di usarli”. Quando spiego che il suo profilo esisteva ma è stato cancellato aggiunge: “Non ero io”. Strano però che non voglia neppure sapere a quale vicenda venga associato il suo nome. Neppure una domanda. “Scusi ho da fare, arrivederci”.

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