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Home » Cronaca

Alessia Pifferi, dalla chat con un uomo spunta l’ombra di abusi sessuali sulla piccola Diana: “Posso baciarla?”

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Alessia Pifferi: l’ombra di abusi sessuali sulla piccola Diana da una chat

“Posso baciare anche lei?”. “Lo farai”. In una chat tra Alessia Pifferi e un uomo, un 56enne di Bergamo, lo spettro di atti sessuali con una minorenne, la piccola Diana, la bimba di 18 mesi lasciata morire di stenti dalla madre in un appartamento alle porte di Milano.

Il pm Francesco De Tommasi configura l’ipotesi di reato per entrambi, nella mattinata di ieri l’uomo è stato perquisito dagli investigatori della squadra Mobile.

Secondo l’analisi delle chat dello smartphone sequestrato a Pifferi emergerebbe l’organizzazione di prestazioni sessuali a pagamento, e in un caso sarebbero stati fatti riferimenti espliciti alla bambina. Si cercano eventuali riscontri su presunti abusi sessuali nei confronti della piccola.

I test tossicologici effettuati sul suo corpo hanno portato alla luce la presenza di benzodiazepine – un tranquillante – nel sangue. La madre Alessia Pifferi nega di averglieli somministrati ammettendo di averle dato soltanto paracetamolo. Diana era stata lasciata sola per sei giorni nell’appartamento nel quartiere di Ponte Lambro mentre sua madre aveva raggiunto il compagno a Bergamo.

Ha spiegato di essersi allontanata per salvare la relazione con un uomo, che però non è il padre della bambina: “Ci contavo sulla possibilità di avere un futuro con lui, e infatti era proprio quello che in quei giorni stavo cercando di capire; è per questo che ho ritenuto cruciale non interrompere quei giorni in cui ero con lui anche quando ho avuto paura che la bambina potesse stare molto male o morire”.

Agli inquirenti, i vicini di casa hanno raccontato di non aver mai sentito piangere la bambina. Dall’intercettazione di diversi messaggi emerge che la donna considerasse sua figlia un “ostacolo” per la sua vita.

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