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L’Aifa: “Da aprile in Italia vaccineremo 10 milioni di persone al mese”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 9 Feb. 2021 alle 11:51
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Credit: Pixabay

A partire da aprile 2021, il vaccino contro il Covid sarà somministrato a 10 milioni di persone ogni mese. Lo annuncia Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco.

“Da Pasqua in avanti potremmo essere in grado di vaccinare 10 milioni di cittadini e più al mese”, dice Magrini in una intervista al Corriere della Sera di oggi, martedì 9 febbraio.

Nella stessa intervista il direttore dell’Aifa rassicura gli italiani sull’efficacia del vaccino anti-Covid prodotto da Astrazeneca, che si è rivelato debole nei confronti della variante sudafricana del virus e che in Italia è indicato solo per gli under 55 (mentre in molti altri Paesi il limite sono i 65 anni).

“In Italia è prevalso il parere di Aifa per cui, a partire dal dossier dell’Agenzia europea per i medicinali, si è visto che i dati di efficacia stimabili erano limitati agli under 55”, spiega Magrini. “Nella fascia 55-65 anni i dati erano talmente pochi da non poter dar luogo ad alcuna stima di efficacia che, secondo il dossier, è provata solo sotto i 55 anni di età”.

Il vaccino anti-Covid di Astrazeneca “è comunque registrato per tutti, anche per gli anziani, e la produzione di anticorpi è stata dimostrata in tutte le fasce d’età”, puntualizza il farmacologo. “Non bisogna essere diffidenti”. Tuttavia, “in questa crisi globale, in attesa di dati certi noi suggeriamo che tutti gli anziani (sopra i 65 anni) e i pazienti a rischio ricevano i vaccini di Moderna e Pfizer”.

E gli anticorpi monoclonali? Aifa ha definito “immaturi” i dati sulla loro presunta efficacia nella cura al Covid, ma ha comunque dato il via libera al loro impiego. “Gli anticorpi monoclonali sono potenzialmente promettenti per una certa tipologia di pazienti ben definita, quindi si è deciso di dare un’apertura all’uso in via eccezionale e temporanea”, spiega Magrini.

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“Non è un via libera, non è un’approvazione piena. Spetta all’Ema l’approvazione e successivamente ad Aifa stabilire la rimborsabilità e il ruolo terapeutico di questi farmaci in rapida evoluzione anche alla luce degli studi clinici tuttora in corso che anche noi stiamo promuovendo”.

Gli anticorpi monoclonali “non sono una panacea e chiamarli salvavita è un termine improprio, vago e aspecifico”, avverte il direttore dell’Aifa. “Salvare vite è l’impegno di tutti noi e di enti come il nostro. Anche il parere del Consiglio superiore di sanità è perfettamente allineato. Nel frattempo noi contiamo sulla sperimentazione italiana dove metteremo a confronto tutti i monoclonali”.

Leggi anche: Anticorpi monoclonali, via libera dell’Aifa: cosa sono e come funzionano

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