La Cassazione chiede di aumentare la pena per Valentino Talluto: sieropositivo, aveva contagiato 32 partner

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 30 Ott. 2019 alle 20:54
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Immagine di copertina
Valentino Talluto Credit: Ansa

Aids, la Cassazione chiede di aumentare la pena per Valentino Talluto: sieropositivo, aveva contagiato 32 partner

L’Aids è ancora un tabù in Italia , ma il caso Valentino Talluto ha riacceso i riflettori su questa malattia. È stata confermata dalla Cassazione la responsabilità di Talluto, il trentacinquenne accusato di aver contagiato a Roma 32 partner tacendo la sua sieropositività. Ma per la Cassazione la pena è troppa bassa e quindi da ricalcolare.

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Accogliendo i ricorsi delle parti civili i giudici della Suprema Corte hanno anche disposto un nuovo processo davanti a un’altra sezione della Corte d’Appello che dovrà valutare se aggravare la pena in relazione a quattro episodi che gli erano stati contestati e dai quali era stato assolto in Appello.

A presentare il ricorso in Cassazione erano state alcuni parti civili e la Procura Generale della Capitale che chiedeva di riconoscere l’epidemia dolosa. Richiesta non accolta sia dal Pg che dai giudici della I sezione nella sentenza pronunciata oggi pomeriggio.

Ci sarà un appello-bis per rideterminare la pena al rialzo in relazione ad altri quattro casi di contagio. In secondo grado l’imputato era stato condannato a 22 anni, il Pg aveva chiesto invece 30 anni. Gli ermellini hanno però respinto il ricorso della procura generale di Roma nella parte in cui chiedeva la condanna per epidemia dolosa. Talluto dovrà quindi affrontare ora un nuovo processo.

Cosa ha fatto Valentino Talluto

Secondo l’accusa l’imputato, a partire dal 2006, avrebbe infettato volutamente le sue partner con rapporti sessuali non protetti. Talluto era stato condannato in primo grado il 27 ottobre del 2017 a 24 anni di carcere quando i giudici lo avevano riconosciuto colpevole del reato di lesioni gravissime ma non di quello di epidemia dolosa: i pm avevano chiesto l’ergastolo. L’11 dicembre 2018 la pena era poi stata ridotta a 22 anni per lesioni gravissime con dolo eventuale e assolto per i quattro casi che dovranno essere riesaminati.

Complessivamente al giovane venivano attribuiti 57 episodi, 32 di contagio diretto o indiretto, e 25 scampati grazie alla presenza di anticorpi. Venticinque si erano costituite parte civile. Tra le vittime anche un bambino di 8 mesi nato da una delle donne contagiate. Secondo l’accusa Talluto aveva scoperto la sua sieropositività nell’aprile del 2006.

Da quel momento aveva avuto rapporti sessuali non protetti fino al giorno precedente al suo arresto. L’uomo avvicinava le sue vittime attraverso chat o nei social network, proponendo loro rapporti senza profilattico per provare maggior piacere, e ha sempre sostenuto di non essere a conoscenza delle conseguenze che poteva creare la sua sieropositività.

È stato il primo processo in Italia di questo genere. L’indagine è iniziata nel 2015 grazie alla denuncia di una delle vittime e aveva portato Talluto in carcere a novembre dello stesso anno.

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