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Massacrato di botte in casa davanti a moglie e figli: è stata una spedizione punitiva

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 11 Mar. 2019 alle 09:59 Aggiornato il 11 Mar. 2019 alle 10:01
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Immagine di copertina

Tentato omicidio ma che presto potrebbe trasformarsi in omicidio. Questa, al momento, l’accusa a carico di due persone, H.B., 30 anni, e F. Q., 28 anni, entrambi pregiudicati. Dopo 24 ore di indagini la polizia di Stato ha sottoposto a fermo i due indagati.

La notte del 9 marzo i due hanno fatto irruzione nell’abitazione di Vittoria (Ragusa) di un pregiudicato agli arresti domiciliari e, davanti alla moglie e ai figli, hanno letteralmente massacrato di botte l’uomo in quello che è apparso fin da subito come una spedizione punitiva.

Ferito anche il fratello, che ha tentato di bloccare gli aggressori: la vittima versa in condizioni disperate e, dopo una delicata operazione è in prognosi riservata.

Al momento i due sospettati potrebbero essere indagati per tentato omicidio ma le gravi condizioni di salute della vittima se dovessero precipitare farebbero trasformare il reato in omicidio.

Uno dei fermati è piantonato in ospedale perché si è ferito a una mano durante la brutale aggressione. Gli investigatori hanno sentito diversi testimoni e analizzato i filmati di vicini impianti di video sorveglianza. La procura della Repubblica di Ragusa ha disposto il carcere per uno dei due fermati e il piantonamento a vista per quello ferito.

La vittima è stata lasciata a terra in una pozza di sangue davanti alla moglie e ai suoi bambini.

Le indagini sull’aggressione di Vittoria

Gli agenti sono intervenuti nella notte tra sabato e domenica in ospedale in quanto era stata segnalata la presenza di due uomini feriti gravemente. Le condizioni del ferito più grave sono apparse sin da subito disperate tanto che il personale sanitario lo ha sottoposto a immediato intervento chirurgico.

Fondamentale per la ricostruzione completa dei fatti reato è stato l’intervento della Scientifica che ha raccolto diverse tracce sul luogo del delitto e nell’auto utilizzata dai fermati per la fuga.

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