Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Altri bambini contattati da Jonathan Galindo”: allarme per il gioco social che avrebbe spinto l’11enne di Napoli a suicidarsi

Immagine di copertina

Due giorni fa un bambino di 11 anni si è lanciato dal balcone di casa a Napoli lasciando un biglietto ai genitori in cui parlava di “seguire un uomo col cappuccio”. Particolare che ha indotto gli inquirenti a far pensare che la morte del piccolo potrebbe appartenere a un tipo di challenge mortali sempre più diffuse sul web.

L’ipotesi al vaglio della polizia che ha svolto i primi sopralluoghi è che il bambino sia potuto finire nel vortice di un gioco chiamato “Jonathan Galindo”. Si tratta di un uomo con un cappuccio nero che ha le sembianze benevole di Pippo della Disney, che richiede l’amicizia su ogni canale social possibile (Facebook, Instagram, Tik Tok, Twitter), scegliendo quasi sempre giovanissimi, e che lancia delle sfide a chi lo segue. Una gara fatta di piccoli step con difficoltà sempre più elevate e che potrebbe aver spinto il ragazzo a lanciarsi nel vuoto perché così era stato deciso “dall’uomo col cappuccio”.

Il bambino morto a Napoli non sarebbe stato l’unico a essere stato contattato. Lo racconta una mamma ascoltata dal Messaggero: “Il primo episodio che mi è stato riferito risalirebbe al periodo del lockdown: una ragazzina, 14 anni da compiere, è stata contattata su Instagram”. E un altro episodio risalirebbe a un mese fa: “A riferirlo un altro 14enne che ha un fratello minore coetaneo del bambino che è morto. Il più piccolo gli ha detto di essere stato contattato da Jonathan Galindo”.

Da quando la notizia della tragedia si è diffusa, i bambini hanno paura. Come racconta questa madre al Messaggero, anche suo figlio è stato turbato dalla notizia: “Non vuole andare nemmeno in bagno da solo. Sa tutto: ho preferito affrontare io l’argomento […] gli ho mostrato profili fake e gli ho detto che, fisicamente, nessuno ha quelle sembianze mostruose”.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”