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Premio Nobel per la chimica 2019: vincono John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino per lo sviluppo delle batterie a litio

Immagine di copertina

Gli scienziati sono stati premiati per aver "inventato un mondo ricaricabile"

Premio Nobel chimica 2019, vincono John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino

Sono John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino i vincitori del Premio Nobel per la chimica 2019: oggi, mercoledì 9 ottobre 2019, l’Accademia reale svedese delle scienze – con sede a Stoccolma – ha assegnato, su proposta di un comitato composto da cinque membri, il prestigioso riconoscimento scientifico.

I tre chimici si sono aggiudicati il Premio Nobel per aver sviluppato le batterie che si ricaricano attraverso ioni di litio, oggi comunemente utilizzate nei telefoni cellulari, personal computer e auto elettriche.

John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino hanno così aperto la strada a fonti di energia diverse dai combustibili fossili.

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Premio Nobel per la chimica, chi sono i vincitori

Il Nobel per la Chimica 2019 è stato assegnato agli inventori delle batterie agli ioni di litio, John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino.

Come annunciato dal segretario generale del Comitato norvegese Göran K. Hanssonm, che ha presieduto la cerimonia di assegnazione del Nobel, i tre scienziati si sono aggiudicati il prestigioso premio per aver “creato un mondo ricaricabile”.

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Il Premio Nobel per la chimica

Il Premio Nobel per la chimica è stato istituito, come tutti gli altri premi Nobel, dal testamento lasciato da Alfred Nobel nel 1895. Tutto nacque in seguito alla morte del fratello del noto chimico e imprenditore svedese, nel 1988. Un giornale francese, infatti, pubblicò un necrologio sbagliato, nel quale si ricordava Alfred Nobel e non il fratello Ludwig.

“È morto il mercante della morte”, si leggeva nell’articolo, con un chiaro riferimento ai brevetti sulla dinamite e su altri tipi di esplosivo messi a punto da Alfred Nobel. Fu a quel punto che lo scienziato, non volendo essere ricordato solo per la dinamite, decise di fondare un premio per “tutti coloro che portano i maggiori benefici all’umanità”.

Così, Nobel decise di investire la gran parte dei suoi risparmi per creare un fondo di investimento su titoli sicuri. Il rendimento di quei titoli, scrisse nel suo testamento, sarebbe stato redistribuito ogni anno sotto forma di premi a chi ne è maggiormente degno.

Oggi, il Premio – gestito dalla Fondazione Nobel – viene assegnato dall’Accademia reale svedese delle scienze e consiste, oltre che in un diploma e una medaglia d’oro con l’effige del fondatore, anche e soprattutto in un assegno da 9 milioni di corone svedesi (circa 830mila euro).

La prima assegnazione di un Nobel per la chimica risale al 1901. Da allora, il premio è stato assegnato 110 volte, per un totale di 180 scienziati premiati per le loro scoperte in ambito chimico. Tra essi, solo cinque erano donne: Marie Curie, Irène Joliot-Curie, Dorothy Crowfoot Hodgkin, Ada Yonath e Frances H. Arnold. Il vincitore più giovane aveva 35 anni, il più anziano 85. Tra questi c’è anche un italiano, Giulio Natta, premiato nel 1963 per la scoperta del Moplen.

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