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Coronavirus, Stefano Massini: “10 cose che quando tutto sarà finito non saranno più le stesse”

Stefano Massini: “10 cose che non saranno più le stesse”

Nel corso della puntata di giovedì 12 marzo di Piazza Pulita, Stefano Massini ha pronunciato un toccante monologo dedicato ad Alessandro, bambino nato esattamente 30 giorni fa, quando il Coronavirus stava per esplodere in Italia. Massini elenca al piccolo 10 cose che “quando l’epidemia finirà non saranno assolutamente simili a come erano prima” e che probabilmente il neonato, a differenza di tutti gli altri, conoscerà solo in questa “nuova versione”.

“Una delle cose che cambierà sarà la nostra idea del mondo. Non lo vedremo più come un condominio con i grandi del G7 e gli ultimi del terzo mondo: grazie al virus abbiamo imparato che ci possiamo ammalare tutti, sia quelli che abitano nello stato di New York che in Iran. Quindi cambierà la percezione delle divisioni all’interno del mondo”, spiega Massini. “Cambierà il concetto di chilometro zero, abbiamo cercato di avere tutto sul divano, dal cibo allo streaming: oggi che siamo obbligati a farlo, stando in casa, ci rendiamo conto che vorremmo star fuori. Probabilmente anche questa cosa non sarà più uguale e avremo voglia di tornare fuori”, continua.

“Per molto tempo abbiamo pensato che ci fossero vip, e persone normali, invece ci troviamo di fronte a una situazione in cui tutto è uguale: si è chiuso il piccolo fornaio come la grande impresa che fabbricava macchine. Forse ne usciremo con una percezione diversa delle differenze”, osserva. Anche la politica cambierà per Massini, perché tutto quello che c’era ieri sembra già vecchissimo e ammuffito. Al numero 5 del suo elenco c’è la circolarità. “Eravamo convinti di stare come criceti dentro una gabbia, un meccanismo sempre uguale, ma ora sappiamo che questo meccanismo si può inceppare”.

E poi la socialità, la concezione di paura, e la percezione che abbiamo di noi stessi: con la pandemia abbiamo realizzato di essere tutti estremamente fragili.

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