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“I genitori non ci capiscono e gli adulti ci prendono in giro, ma non ci importa”: a TPI parlano i giovani dello sciopero sul clima

Oltre un milione di persone sono scese in piazza in tutta Italia per manifestare per il clima. Ecco alcune delle loro voci

Di Anna Ditta e Veronica di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 27 Set. 2019 alle 16:47 Aggiornato il 27 Set. 2019 alle 17:10
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Friday for Future, parlano i giovani che hanno aderito allo sciopero per il clima

Per Friday for Future sono scesi in piazza nonostante le critiche di alcuni dei loro coetanei e, spesso, anche degli adulti. Sono consapevoli e determinati i giovani che oggi, 27 settembre, sono scesi in piazza in 160 città italiane per il terzo sciopero globale per il clima, organizzato dal movimento Fridays for Future, nato dopo l’iniziativa dell’attivista 16enne svedese Greta Thunberg.

In Italia sono state oltre un milione di persone a essersi mobilitata, in stragrande maggioranza giovani e giovanissimi. Conoscono i rischi che l’ambiente corre a causa delle emissioni di CO2 e del surriscaldamento globale e sanno che questo produrrà inevitabilmente effetti sul loro futuro. Per questo si sono mobilitati in massa, manifestando in 27 paesi del mondo al termine di una settimana di mobilitazione, in coincidenza del Summit Onu sul clima.

Le derisioni degli adulti

Tuttavia, a volte questo nuovo impegno ecologista dei giovani non viene compreso, anche dai loro stessi familiari. “Mio padre non capisce perché stiamo manifestando”, racconta una ragazza ai microfoni di TPI, durante il corteo che a Roma parte da piazza della Repubblica e arriva a piazza della Madonna di Loreto, vicino piazza Venezia.  “Penso che questo sia gravissimo”.

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Quella di Friday for Future è una protesta che sa anche di ribellione, quindi, ma non tanto per il gusto di essere ribelli: “Stiamo proteggendo quello che loro non potrebbero mai salvare”, dice un’altra ragazza, rivolgendosi ai coetanei che criticano e prendono in giro chi ha deciso di mobilitarsi.

Ma sono tanti anche i genitori che hanno accompagnato i figli piccoli a manifestare. “A scuola li sensibilizzano molto su questo tema, quindi è stata una loro richiesta e noi abbiamo aderito con piacere”, racconta a TPI una mamma che ha accompagnato i figli piccoli alla manifestazione. “Per essere qui ho annullato impegni di lavoro, ma era importante”.

Al fianco dei giovani schiera anche Save the Children, che a Roma ha aderito al corteo. “Sono 40 milioni i bambini ogni anno hanno dovuto lasciare la scuola a causa di catastrofi ambientali come inondazioni, siccità, terremoti, frane e uragani”, sostiene l’Ong, che oggi ha partecipato al corteo con i ragazzi del Movimento Sottosopra, il movimento Giovani dell’organizzazione, con lo slogan: “Save the children. Save the Future”.

La loro iniziativa non passa inosservata davanti ai palazzi del potere: “Sono straordinarie le immagini delle piazze di #fridaysforfuture, con così tanti giovani che partecipano con tale passione”, ha scritto il premier Conte su Twitter. “Da parte mia e del Governo c’è il massimo impegno a tradurre questa richiesta di cambiamento in soluzioni concrete. Abbiamo tutti una grande responsabilità”.

Le voci di questi ragazzi hanno saputo sollevarsi e raggiungere i grandi della Terra, sono arrivate fino alle Nazioni Unite, ora spetta ai grandi del mondo tradurre le loro speranze, il loro grido d’allarme, in atti concreti. Ai ragazzi il compito di non allentare la presa.

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