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Yemen, i separatisti occupano il palazzo del presidente ad Aden

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Yemen, i separatisti occupano il palazzo del presidente ad Aden

Alcune milizie separatiste nel sud dello Yemen, fino ad ora alleate del governo internazionalmente riconosciuto nella guerra contro i ribelli sciiti Houthi, si sono impossessati oggi 10 agosto 2019 del palazzo presidenziale di Aden, sede dello stesso governo.

A darne notizia le stesse forze del cosiddetto Consiglio di transizione meridionale (Stc), citate dai media internazionali, dopo quattro giorni di intensi combattimenti. Il palazzo al momento dell’occupazione era vuoto perché da tempo il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi vive all’estero.

I separatisti hanno detto di essersi impossessati del palazzo senza che la guardia presidenziale opponesse alcuna resistenza. Testimoni hanno inoltre confermato la circostanza. In precedenza i miliziani dell’Stc si erano impadroniti delle principali basi militari del governo, che ha appunto ufficialmente sede a Aden, mentre gli Houthi controllano la capitale Sanaa.

I miliziani separatisti, alleati degli Emirati arabi uniti, hanno lanciato questa offensiva dopo che, il mese scorso, Abu Dhabi aveva annunciato un parziale ritiro delle proprie forze dallo Yemen, dove sono impegnate dal 2015 in una campagna al fianco dell’Arabia Saudita contro gli Houthi, vicini all’Iran.

Il presidente Hadi, invece, è un fedelissimo di Riad. Gli ultimi sviluppi rendono quindi ancora più complicato lo scenario di una guerra civile che ha provocato un disastro umanitario, in quello che era già il Paese più povero della penisola arabica.

Fonti del governo hanno fatto sapere che decine di persone sono state uccise nei combattimenti degli ultimi giorni. Mentre l’ong Norwegian Refugee Council ha detto che molti civili sono rimasti intrappolati, con viveri e acqua che ormai scarseggiano. C’è inoltre il timore che le violenze blocchino l’attività del porto di Aden, uno dei principali del Paese, da cui entrano rifornimenti e aiuti umanitari. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello “alle parti perché diano vita ad un dialogo inclusivo per risolvere i dissidi e diano risposte alle legittime preoccupazioni di tutti gli yemeniti”.

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