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Reddito di cittadinanza, Sud batte Nord anche sull’obbligo di cercare un lavoro

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Reddito di cittadinanza ultime notizie | Al Sud più obblighi che al Nord

Reddito di cittadinanza ultime notizie – Chi percepisce il reddito di cittadinanza ha l’obbligo di seguire un percorso – con l’assistenza di un navigator – al fine di migliorare la sua situazione sociale e trovare un impiego.

Nonostante però questi obblighi – o “condizionalità”, come le definisce il presidente dell’Anpal Domenico Parisi – siano validi per tutti sembra che ci saranno più beneficiari a recarsi nei Centri per l’impiego al Sud rispetto che al Nord. A spiegarne le ragioni e a riportare dati e numeri è stato Roberto Rotunno in un articolo su Il Fatto Quotidiano: al Mezzogiorno, innanzitutto, la platea dei beneficiari è più ampia che nel Nord Italia ma, tra questi, c’è un numero più alto di meridionali sottoposto ai suddetti obblighi che di settentrionali.

In particolare sono la Sicilia e la Calabria le regioni prese in considerazione contro Lombardia e Veneto: in Sicilia, infatti, a partire dal 24 giugno 27.111 beneficiari saranno contattati al fine di iniziare la ricerca di un posto di lavoro, pari al 31 per cento dei capifamiglia che hanno presentato l’istanza, mentre in Calabria saranno 13.400, pari al 37 per cento. Dei numeri che appaiono molto diversi da quelli che riguardano la Lombardia, dove solo 6.282 persone su 37.152 verranno contattati per l’attivazione del percorso. Per quanto riguarda il Veneto, invece, solo il 22 per cento dei percettori del reddito di cittadinanza inizierà la ricerca di un impiego.

Ma qual è la ragione di questa differenza? Innanzitutto che dove c’è più lavoro e stipendi più alti c’è anche la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali più generosi e, di conseguenza, viene meno la necessità di presentare domanda per il reddito di cittadinanza, che resta invece per chi vive ai margini della società. Per di più i settentrionali versano in una condizione economicamente più difficile anche se sono occupati.

In conclusione, anche se si tratta di dati provvisori perché vanno aggiunti gli altri componenti della famiglia oltre al firmatario dell’istanza, sembra che soltanto il 25 per cento dei beneficiari verrà effettivamente accompagnato al lavoro.

Tale numero potrebbe essere decisamente diverso se la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sull’allargamento della platea del sussidio ai neo disoccupati fosse accolta.

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