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Reddito di cittadinanza: cambiano i requisiti di residenza e reddito? Tutte le novità

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REDDITO DI CITTADINANZA ULTIME NOTIZIE – Il reddito di cittadinanza, la proposta simbolo del M5s approvata lo scorso febbraio nel “decretone” insieme alla riforma delle pensioni Quota 100, ha deluso molti: il sussidio economico che obbliga i suoi beneficiari a seguire un percorso per trovare un impiego con l’aiuto di un navigator, infatti, sarebbe troppo basso e lascerebbe nuovamente ai margini soprattutto chi si trova in condizioni di povertà (o quasi).

Coloro che hanno presentato domanda per ottenere il reddito di cittadinanza nella primissima fase, quindi dal 6 al 31 marzo 2019, nel mese di aprile hanno ricevuto (tramite sms e mail) gli esiti delle proprie richieste e hanno potuto visualizzare l’importo spettante: questo, soprattutto per quanto riguarda coloro che non possiedono una casa di proprietà o non risiedono in affitto e ai quali non viene quindi riconosciuto il bonus di 280 euro, si attesta su cifre che sono ben presto state giudicate come insufficienti a risolvere – o quantomeno tamponare – le situazioni di grave indigenza.

Per tale ragione il neopresidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha dichiarato di voler estendere il reddito di cittadinanza anche a disoccupati e persone senza fissa dimora (qui la notizia).

“La bozza di provvedimento è sul mio tavolo, spero possa essere discussa in Parlamento al più presto, forse già alla fine di questo mese”, ha infatti spiegato a La Stampa il nuovo vertice dell’Istituto di previdenza. Tridico, inoltre, ha lanciato anche una campagna di sensibilizzazione per quanto riguarda il sussidio: un camper con la scritta reddito di cittadinanza farà tappa nelle maggiori città italiane – come quindi Milano, Roma, Napoli, Palermo – per spiegare alle persone, soprattutto quelle con maggiori difficoltà ad accedere alla tecnologia, a comprendere come funziona il reddito o la pensione di cittadinanza o i requisiti e le modalità (qui quali sono) per poterlo ottenere.

Tridico ha d’altronde sottolineato come “solo a Roma” ci siano “17 mila senza tetto iscritti con «residenze fittizie di cui solo cento hanno fatto domanda di accesso al Reddito di inclusione (Rei), e solo 1200 a quello di cittadinanza”. Per questi, comunque, le difficoltà non sono solo di tipo tecnologico: uno dei requisiti necessari al fine di ottenere il reddito di cittadinanza, infatti, è di essere stato residente in Italia per un minimo di dieci anni, di cui gli ultimi due in maniera continuativa, e determinate categorie, come i senza tetto, hanno problemi proprio per quanto riguarda la residenza.

Sono in molti, infatti, ad averla, per quanto riguarda Roma, a “via Modesta Valenti”, uno degli indirizzi fittizi dove i senza fissa dimora sono iscritti al fine di poter ricevere aiuti da parte dello Stato: tale pratica, però, non è ancora riconosciuta in moltissimi comuni italiani e ciò continua a lasciare tante persone nell’impossibilità di vedersi riconosciuto un aiuto economico.

Queste problematiche potrebbero quindi spingere il governo a rivedere sia i requisiti di reddito che quelli di residenza al fine di ammettere nella platea di beneficiari anche coloro che, non avendo fissa dimora o in condizione di aver da poco perso il lavoro, rappresentano le categorie sociali più svantaggiate.

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