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ESCLUSIVO TPI – Nella chat “privata” dei fascisti l’annuncio della strage in Nuova Zelanda 23 minuti prima dell’attentato: e nessuno ha fatto niente

Nelle prime ore di venerdì 15 marzo 2019 quattro persone hanno attaccato due diverse moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda.

Uno degli attentatori è stato identificato come Brenton Tarrant [chi è]: l’uomo ha rivendicato la responsabilità degli omicidi in un manifesto anti-immigrati di 74 pagine pubblicato sui social network e successivamente rimosso.

Tarrant ha anche mostrato in diretta l’attacco contro le moschee tramite una go-pro, aprendo un’apposita diretta sul suo profilo Facebook.

Ma non è tutto. Poco prima di premere Play, ha pubblicato un lungo post in una chat di “8chan” che TPI è riuscito a visionare accedendo ad un archivio web ancora online.

Nel suo ultimo messaggio, Tarrant scrive: “Bene ragazzi, è ora di smettere di scrivere post di merda e scrivere il messaggio della vita. Porterò avanti un attacco contro gli invasori, e vi mostrerò tutto in diretta Facebook. Quando leggerete questo dovrei essere in diretta”.

E ancora: “È stato un lungo viaggio e nonostante siate delle checche inutili e degenerate, siete i migliori compagni che si possano desiderare. Vi lascio anche i link per leggere i miei scritti, per favore diffondete il mio messaggio. Se non sopravvivo all’attacco, addio, che Dio vi benedico, ci vedremo tutti nel Valhalla!”.

Il messaggio di Tarrant è stato pubblicato alle 12:28 del 15 marzo 2019 della Nuova Zelanda.

Dopo 23 minuti (12:51) arriva il primo post in cui un utente anonimo afferma di star vedendo il video, dopo che altri avevano scritto di non aver trovato ancora niente di nuovo sul profilo dell’attentatore.

Il video inizia con Tarrant che entra nella sua auto carica di armi e munizioni, accende la radio, il navigatore e parte.

Tra l’avvio della diretta streaming e l’arrivo alla moschea passano sei lunghi minuti. Poi Terrant scende dall’auto, imbraccia le armi e apre il fuoco contro i fedeli.

Dopo 12 minuti, l’uomo risale in macchina.

Nei 16 minuti e 56 secondi di diretta Facebook nessuno ha fatto nulla, nessuno è intervenuto e soprattutto nessuno dei commentatori della chat che TPI ha avuto modo di revisionare ha detto di aver allertato le forze dell’ordine.

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