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Scontro social tra Carlo Calenda e Laura Boldrini: “Io con Lega e M5S? Ti sbagli”

Polemica nel centrosinistra a due mesi dalle elezioni europee: tutto nasce da un'intervista all'ex ministro

Immagine di copertina
Carlo Calenda e Laura Boldrini. Credit: Afp

C’è stato un duro botta e risposta nel centrosinistra tra l’ex ministro Carlo Calenda e l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini.

La polemica nasce da un’intervista rilasciata da Calenda al settimanale Panorama. Un’intervista di cui esistono due versioni: una pubblicata dal giornale e una postata dal politico sui suoi canali social.

Nella prima Calenda definisce Boldrini “buonista” e sostenitrice di una “accoglienza indiscriminata dei migranti”. Nella seconda si dice “distante dal modo di affrontare il tema dell’immigrazione” proprio dell’ex presidente della Camera, giudicato “semplicistico” perché divide in “buoni e cattivi”.

Calenda, che in vista delle elezioni europee ha lanciato il manifesto “Siamo Europei” (un fronte unitario del centrosinistra contro i populisti), sostiene anche che Boldrini non potrà far parte del progetto perché non c’è “nessuna apertura a chi vuole fare alleanze con Lega e Cinque Stelle a livello nazionale”.

La deputata di Liberi e Uguali gli ha risposto su Twitter: “Ho letto le due versioni dell’intervista in cui parli anche di me, ma a sproposito: nella prima utilizzi bufale care ai sovranisti, nella seconda dici che io vorrei un’alleanza con Salvini e DiMaio. Vuoi un consiglio da amica? Prova con la terza, Carlo”, ha scritto.

Poi è arrivata la contro-replica di Calenda, con un altro tweet: “Laura ho detto una cosa differente”, si legge. “Ovvero che il partito di cui fai parte teorizza la necessità di un’alleanza con i Cinque Stelle. Aggiungo, diffido degli europeisti a giorni alterni che si oppongono all’approvazione del Ceta con procedura europea e poi chiedono gli Stati Uniti d’Europa”.

Boldrini non ha commentato questo secondo post. Fonti vicine all’ex presidente della Camera hanno tuttavia smentito a TPI prese di posizioni passate o presenti da parte dell’onorevole contrarie al Ceta, l’accordo i libero scambio tra Unione europea e Canada. E in effetti anche in rete non si trovano sue dichiarazioni contro l’accordo.

Quanto alla presunta apertura ad alleanze con il M5S, in una recente intervista a TPI Boldrini aveva detto: “Tra gli elettori M5S molti sono i delusi per la scelta di consegnarsi a Salvini: tante di quelle persone oggi vorrebbero un’alternativa. Se il Pd e le forze che possono convergere con il Pd saranno all’altezza di offrire un progetto diverso di società rispetto a quello della Lega, allora io penso che queste persone naturalmente saranno intenzionate a tornare a votare a sinistra”.

Il dualismo tra Boldrini e Calenda va letto anche nel contesto delle manovre interne al centrosinistra in vista delle elezioni europee.

L’ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni, come detto, sta portando avanti il progetto “Siamo Europei”, con cui si propone di aggregare un fronte unico contro i populisti. La deputata di Leu, invece, sostiene la necessità di una lista unitaria di matrice fortemente progressista. Si tratta di due strade alternative tra loro, sebbene nell’intervista concessa a TPI Boldrini abbia detto che “nel manifesto di Calenda ci sono molti principi generali su cui si può convergere”.

Il fronte di Calenda, peraltro, rischia di non vedere mai la luce. Lo stesso ex ministro lo ha ammesso, dopo che la lista PiùEuropa ha bocciato la possibile alleanza con il Pd di Nicola Zingaretti.