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Cos’è il salario minimo orario che il Movimento ha promesso di introdurre in Italia

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Nel vertice di Governo tenutosi nella tarda serata di lunedì 10 giugno, Luigi Di Maio, capo politico del M5S, nonché ministro dello Sviluppo economico, ha rilanciato con forza l’idea del salario minimo garantito per legge.

Una proposta su cui è arrivata un’apertura anche da parte del leader della Lega Matteo Salvini a patto che prima si diminuiscano le tasse.

Secondo il ministro dell’Interno, infatti, le due cose sono strettamente collegate dal momento che “Il salario lo pagano le imprese, quindi bisogna ridurre le tasse”.

Secondo quanto dichiarato al termine del vertice, comunque, i vicepremier avrebbero deciso di accelerare sul salario minimo garantito, la cui proposta di legge è attualmente in discussione alla commissione Lavoro del Senato.

Il Movimento 5 Stelle ha da tempo promesso di introdurre in Italia il salario minimo orario per limitare, e possibilmente eliminare, lo sfruttamento dei lavoratori.

Con “salario minimo orario” si intende la paga oraria, giornaliera o mensile, che i datori di lavoro devono pagare a dipendenti e collaboratori.

Come funziona – I 5 Stelle hanno proposto l’introduzione di un salario minimo orario per essere certi che i lavoratori abbiano uno stipendio equo ed evitare situazioni di sfruttamento.

Il salario minimo orario si inserisce nell’ambito dell’articolo 36 della Costituzione che sancisce che il lavoratore ha diritto ad “una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Per i 5 Stelle, la retribuzione oraria lorda è applicabile a tutti i rapporti aventi per oggetto una prestazione lavorativa e deve essere di almeno 9 euro l’ora.

La soglia minima è calcolata “in modo che sia almeno il 20-30 per cento al di sopra della soglia di povertà calcolata dall’Istat per il singolo individuo” e pari a 780 euro.

La proposta avanzata dai 5 Stelle inoltre prevede l’imposizione si sanzioni amministrative a carico dei datori di lavoro che violino l’obbligo salariale minimo.

A chi spetta – Il salario minimo orario spetta a tutti i lavoratori, subordinati e parasubordinati, che operano tanto nel settore privato quanto in quello pubblico se sono stati attivati contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

La legge sulla retribuzione minima quindi si applica a tutti quei dipendenti che lavorano in settori che non prevedono una retribuzione minima fissata dal Contratto collettivo nazionale.

A quanto corrisponde – Il salario minimo orario nella visione dei 5 Stelle dovrebbe corrispondere a 9 euro l’ora, oppure dovrebbe essere calcolato facendo sì che sia del 20-30 per cento superiore rispetto alla soglia di povertà calcolata dall’Istat per il singolo individuo, che è di 780 euro.

Se si prende come riferimento il 20 per cento, allora il salario è pari a 5,85 euro l’ora per 8 ore di lavoro per 5 giorni lavorativi; se è al di sopra del 30 per cento si parla allora di 6,33 euro l’ora per 8 ore di lavoro per 5 giorni lavorativi.

Gli altri paesi Ue – Il salario minimo esiste già in 22 paesi Ue su 28: lo Stato con la retribuzione mensile più alta è il Lussemburgo (con 2mila euro), mentre all’ultimo posto si posiziona la Bulgaria (con 235 euro mensili). Non esiste invece in Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia, Svezia e Italia.