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Decretone in esame al Senato: ecco tutti gli emendamenti presentati

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EMENDAMENTI DECRETO QUOTA 100 REDDITO CITTADINANZA – Il decretone contenente la riforma delle pensioni Quota 100 e il reddito di cittadinanza approvato in Consiglio dei ministri il 17 gennaio 2019 è ora nella fase del nuovo passaggio in Parlamento per la conversione in legge (la quale deve avvenire entro 60 giorni dalla sua approvazione).

Il testo del dl si trova infatti ora in commissione Lavoro a palazzo Madama per essere esaminato, mentre il suo approdo in Aula è previsto per martedì 19 febbraio.

Gli emendamenti finora presentati sono moltissimi, ben 1570, e giungono sia da parte della maggioranza che dell’opposizione: sono giunte circa ottanta richieste di modifica da parte del M5s e della Lega, mentre solamente Fratelli d’Italia ne ha presentate 900, il Pd 225, Forza Italia 236 e Leu 130.

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Comunque, in mezzo a questa valanga di proposte, le quali possono essere presentate entro massimo il 12 febbraio, è proprio del Movimento 5 Stelle – architetto istituzionale del reddito di cittadinanza – la richiesta di intervenire su uno dei temi più controversi del decreto, quella relativa alla scala di equivalenza che di fatto va a penalizzare le famiglie numerose che beneficiano del sussidio a scapito dei single.

La richiesta dei pentastellati andrebbe quindi a modificare tale scala di equivalenza con un incremento dei parametri, i quali vengono alzati dallo 0.2 allo 0.3 “per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,5” anziché 2.1.

Il Carroccio invece, dal canto suo, insiste sul tema dei disabili. Una delle proposte di modifica presentate dal partito guidato dal vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini attiene infatti alla concessione della pensione di cittadinanza anche agli anziani che vivono con disabili.

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“La pensione di cittadinanza può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore ai 67 anni convivano con una o più persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienza”, recita infatti uno dei numerosi emendamenti presentati.

Richiesta inoltre, in merito allo stesso tema, l’esclusione dell’assegno di invalidità dal calcolo dell’Isee e la possibilità per chi ha familiari disabili di ottenere un lavoro vicino casa.

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Emendamenti decretone | Le proposte di modifica per Quota 100

Per quanto riguarda Quota 100 (qui come funziona) una delle questioni ancora dibattute è quella relativa al pagamento del Tfs per gli statali: si starebbe infatti pensando di aumentare la cifra liquidata ai dipendenti pubblici che accedono al pensionamento con Quota 100 da 30 mila a 40-45 mila euro.

Ancora da chiarire se tale proposta riguarderà però tutti i dipendenti o solo quelli contrattualizzati; inoltre, sempre con riferimento alla riforma di superamento della legge Fornero tanto voluta dalla Lega, il Pd starebbe insistendo per far ottenere maggiori benefici a lavoratori precoci, usuranti e per i disoccupati. Forza Italia, dall’altro lato della barricata, ha invece avanzato una proposta di modifica al dl che permetta anche ai dipendenti regionali di scegliere Quota 100.

In Sicilia, ad esempio, la gestione previdenziale dei dipendenti è affidata al Fondo Pensioni Sicilia e ciò potrebbe generare delle disuguaglianze di trattamento tra questi e gli iscritti alla gestione Inps.