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Renzo “il Trota” Bossi come Chiara Ferragni, grazie a Salvini oggi fa l’influencer

Graziato dal vicepremier al processo sui fondi della Lega (spesi per fini personali), ora il figlio del Senatùr può dedicarsi liberamente a viaggi, shopping ed eventi

Immagine di copertina
Renzo Bossi.

#renzobossi #bossijr #milano #colors #streetstyle #imprenditore #creators #motivazione #motivation. No, non siamo impazziti e questi hashtag non ce li siamo inventati. Non noi almeno, ma Renzo Bossi, il figlio del Senatùr della Lega che è tornato alla ribalta.

“Il Trota” ha cambiato vita, è una persona “diversa” oggi: si è lasciato alle spalle gli scandali degli ultimi anni e ha deciso di diventare influencer. Su Instagram. Proprio come Chiara Ferragni.

Palestrato, social e poetico, sul social network il suo nome è theimportanceofbeingbossi. Nelle didascalie delle foto di Renzo Bossi si trovano frasi importanti e cariche di significato. ““Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”,  Il Trota cita il Dalai Lama.

Renzo Bossi è ancora alle prima armi, i follower infatti non superano i 3mila. Ma potrebbero presto aumentare. “Il Trota” ha la stoffa. Viaggi, selfie, filtri, vestiti: i suoi scatti non hanno niente da invidiare alle più celebri influencer.

“Ho vissuto tante vicende che poi sono state raccontate nel modo opposto; Oggi sono un ragazzo oggettivo e senza pregiudizi, interessato a conoscere i fatti per quello che sono realmente; A voi basta ciò che vi mettono davanti al naso o cercate la verità di ciò che sentite?”, scrive.

Il magazine Spy, nel numero di dicembre, ha scoperto cosa fa oggi il figlio del fondatore della Lega, da anni lontano dalla politica. Vive ad Agrate, in provincia di Milano, ma pare che abbia anche un appartamento in zona City life (il quartier generale degli influencer. Vive lì anche la Ferragni, ndr). È a capo dell’azienda agricola di famiglia, motivo per il quale spesso si reca all’estero. Ha trascorso molto tempo in Russia, Sofia e Bulgaria.

L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di lui è stato nel 2012, quando Renzo Bossi si è dimesso dal Consiglio regionale dopo lo scandalo dei soldi pubblici versati alla Lega e usati per scopi personali.

Passerà agli annali della storia, tra le altre cose, per la dichiarazione in aula al processo del 2016 sull’inchiesta dei fondi della Lega: “Non sapevo di essere laureato“. Il Trota quella volta rinnegò la laurea albanese. “Comprata a mia insaputa!“, si difese così. Quel titolo di studio pare sia stato acquistato con i soldi pubblici all’università privata Kristal di Tirana, al prezzo di 77mila euro.

Bocciato più di tre volte, il figlio del Senatùr avrebbe speso 600mila euro di soldi pubblici in due anni per shopping, automobili e divertimento nei locali. Questo è quanto stato dichiarato dagli ex autisti della Lega.

Nel 2017 è stato condannato in primo grado a un anno e mezzo, insieme al padre e al tesoriere Francesco Belsito. Il 23 gennaio 2019 arriva la svolta: all’esito del giudizio di appello, Umberto e Renzo Bossi, padre e figlio sono stati prosciolti.

Graziati proprio da Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno ha deciso di querelare solo Belsito. “Grazie a Matteo Salvini e grazie alla Lega” ha dichiarato quel giorno passeggiando beato per il tribunale di Milano Renzo Bossi con un sorriso stampato in faccia.

L’ex tesoriere invece ha detto: “Sono rimasto con il cerino in mano”. Belsito ha aggiunto: “Pago lo scotto di essere stato il tesoriere che ha eseguito determinati ordini. In questo caso paga l’esecutore ma non il mandante”.