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Reddito di cittadinanza, è già caos “navigator”: l’allarme dell’Agenzia del lavoro

Anpal Servizi, subissata di candidature per diventare i tutor del reddito, costretta a un comunicato ufficiale. Ma all'interno dell'agenzia del lavoro il primo, vero, problema sono i 650 precari "storici"

Immagine di copertina

Fare i navigator per il reddito di cittadinanza. Gli annunci del governo e i pochi punti chiari contenuti nel decreto hanno gettato nel caos, dopo le regioni, anche chi dovrà assumere i famosi tutor.

Tanto l’agenzia del lavoro che i centri per l’impiego sono letteralmente subissati di richieste di informazioni, “e perfino candidature”, di disoccupati che puntano a diventare navigator.

L’annuncio di 6mila assunzioni in Anpal e 4mila nei centri per l’impiego tramite le Regioni ha già scatenato il caos”, spiegano a TPI fonti dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro. Una notizia confermata anche da chi, quotidianamente, lavora nei centri per l’impiego.

“La situazione è di vero e proprio panico” spiegano i dipendenti dei centri per l’impiego. “E ancora è niente”. Voci, raccolte nelle scorse ore, che hanno trovato improvvisa conferma ufficiale tramite un comunicato diramato direttamente da Anpal sul proprio sito web.

Il titolo spiega tutto: “Reddito di cittadinanza, ancora da definire la procedura per la selezione dei navigator”.

Il motivo di questo comunicato, spiegano a TPI da Anpal servizi, è proprio per la gran mole di “telefonate e mail per chiedere informazioni per diventare navigator”. Addirittura, ci raccontano, “ci sono percettori Naspi (indennità di disoccupazione, ndr), che arrivano ai centri per l’impiego per chiedere di candidarsi come futuri tutor per il reddito di cittadinanza”.

Per questo Anpal ha dovuto comunicare ufficialmente che “non sono ancora partite le selezioni per i navigator”, spiegando che “Anpal Servizi – autorizzata a contrattualizzare per gli anni 2019 e 2020 professionalità in grado di seguire personalmente il beneficiario del reddito di cittadinanza nella ricerca di lavoro – prima di avviare la procedura attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge”.

Riguardo a questa figura, “fondamentale per l’attuazione del Reddito di cittadinanza”, al momento Anpal e Anpal Servizi “non sono in grado di fornire maggiori informazioni rispetto a quanto previsto dal decreto legge recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri”.

Decreto che stabilisce che – per avviare la misura – Anpal Servizi è “autorizzata a contrattualizzare, per gli anni 2019 e 2020, professionalità in grado di seguire personalmente il beneficiario del reddito di cittadinanza nella ricerca di lavoro, nella formazione e nel reinserimento professionale”.

Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della norma, si legge nella nota, Anpal Servizi potrà avviarne l’attuazione e quindi “pubblicare l’avviso per la selezione dei navigator, fornendo la massima informazione rispetto a tale procedura”.

“Qui non sappiamo nulla” spiegano ancora da Anpal a TPI, “ma i continui proclami degli esponenti politici hanno già creato il caos”. E a questi si aggiungono “molti annunci pubblicati dai giornali in vendita per chi cerca lavoro che pubblicizza assunzioni nei centri per l’impiego e presso la nostra agenzia di 10mila posti di lavoro”.

Duro lo sfogo raccolto presso uno dei centri per l’impiego di Roma: “La politica sta giocando non solo con le speranze di chi è in cerca disperata del lavoro” ma “anche con la nostra pelle. La bolla sta per esplodere. Vedrete cosa succederà nelle prossime settimane”. Una cosa è certa: “Qui nessuno sa cosa accadrà, cosa dovrà fare. E mancano solo due mesi al ‘via’ al reddito”.

Ma la gran mole di candidature già ricevute non è il solo problema che Anpal Servizi deve affrontare. Una delle prime questioni che si dovrà risolvere è quella degli storici “precari” dell’agenzia che fa capo al Ministero del Lavoro.

Il decreto legge contenente disposizioni relative all’introduzione del reddito di cittadinanza e interventi in materia pensionistica, approvato in Consiglio dei ministri il 17 gennaio assegna infatti ad Anpal Servizi un ruolo strategico nell’organizzazione dei servizi e nella gestione del reddito di cittadinanza.

Con uno stanziamento previsto di mezzo miliardo di euro nel triennio 2019 – 2021 (200 milioni nel 2019, 250 milioni nel 2020 e 50 milioni nel 2021) questa società sarà infatti il driver nazionale per l’avvio della misura.

Si tratta di una società per azioni, posseduta dal Ministero del Lavoro, che dispone attualmente di 1.103 addetti, di cui 654 precari (60 % del totale), di questi 134 con contratti a tempo determinato (12%) e 520 con contratti di collaborazione (47%).

Con questi fondi Anpal Servizi dovrà assumere sei mila “navigator”. In quale modo questi nuovi operatori, di fatto, precari potranno «aiutare la gente demotivata a trovare la giusta motivazione per impegnarsi nelle ricerca di un lavoro», non è dato saperlo dalle slide presentate recentemente in conferenza stampa dal nuovo presidente dell’Agenzia, Mimmo Parisi.

L’unica cosa al momento che sembra certa è che saranno assunti, nei prossimi mesi, con contratti di collaborazione con una breve durata temporale.

“Sembra assurdo, nonostante le dichiarazioni del Ministro, che proprio le figure professionali che dovrebbero trovare lavoro a tempo indeterminato, attraverso gli incentivi alle imprese, risulteranno esser ancor più precari dei beneficiari della misura stessa” denunciano gli operatori precari.

Mentre infatti nel decreto si stanziano 500 milioni di euro per le nuove assunzioni di personale, solamente 1 milione di euro è assegnato dal 2019 per la stabilizzazione di circa 20 lavoratori con contratto a tempo determinato tra il 2019 e il 2022.

“È evidente a tutti il grave paradosso, in cui è caduto il Ministro di Maio e la sua maggioranza parlamentare. Paladino della guerra al precariato, ha promesso stabilizzazioni dei precari a cominciare dalle aziende di Stato, nel mentre con il decreto sul reddito di cittadinanza produrrà esattamente il contrario: ovvero la moltiplicazione delle figure precarie che dovrebbero ricollocare i poveri e i disoccupati”.

Si prefigura, di fatto, un sistema di servizi pubblici per il lavoro “basato sulla vulnerabilità contrattuale di migliaia di operatori che non si comprende né come né quando saranno riassorbiti dalle regioni”.

Per queste ragioni il coordinamento dei precari di Anpal Servizi chiede di intervenire, nella fase di conversione del decreto, al fine di sanare questa “inaccettabile contraddizione allocando risorse per la stabilizzazione di tutti i precari in organico”.