Meno zuccheri, più rinnovabili: cosa emerge dal Rapporto di Sostenibilità 2025 di Barilla
Investiti 30 milioni di euro per quadruplicare la capacità fotovoltaica con cinque nuovi impianti attivati negli stabilimenti. Oltre 4mila tonnellate di grano tenero da agricoltura rigenerativa. E l'89% dei volumi venduti ha un contenuto massimo di 5 grammi di zucchero per porzione
Il ridimensionamento del packaging delle tagliatelle, che ha portato a un risparmio di 150 tonnellate di cartone e una riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica legate al trasporto. I vasetti per i sughi pronti realizzati con circa il 65% di vetro riciclato. L’utilizzo di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa per i biscotti Buongrano. I progetti di inserimento di persone con autismo in alcuni stabilimenti. Sono alcune delle “storie di sostenibilità” contenute nel Rapporto di Sostenibilità 2025 del Gruppo Barilla, presentato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.
La rendicontazione arriva all’indomani del riconoscimento di Barilla come prima azienda del settore food per reputazione al mondo per il terzo anno consecutivo: nel “Global RepTrak 100” del 2026, per la prima volta il Gruppo parmense figura anche nella Top 10 assoluta.
Nel Rapporto di Sostenibilità emerge l’attenzione per il profilo nutrizionale dei prodotti: l’89% dei volumi venduti ha un contenuto massimo di 5 grammi di zucchero per porzione, il 90% non supera gli 0,5 grammi di sale per porzione, il 90% contiene fonti di fibre e il 72% delle monoporzioni da forno si mantiene sotto le 150 calorie.
Nel 2025 Barilla ha investito oltre 47 milioni di euro in Ricerca, Sviluppo e Qualità. Il simbolo di questo impegno è il BITE (Barilla Innovation & Technology Experience), nuovo polo globale di innovazione del Gruppo inaugurato lo scorso novembre a Parma accanto allo storico pastificio: in questo centro le idee diventano prototipi e processo industriale grazie al lavoro di oltre 200 professionisti tra tecnologi alimentari, ricercatori, food designer, chef e sensory expert, oltre a una rete di collaborazioni composta da 84 università e centri di ricerca.
“Il futuro del Pianeta sarà sempre più legato alla capacità di diffondere cultura ed educazione”, sottolinea il vicepresidente Paolo Barilla: “Per Barilla, questo significa prendersi cura delle comunità, promuovere buoni valori e investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell’ambiente e attente alla salute delle Persone”.
Sul fronte energetico, nel 2025 il Gruppo ha investito 30 milioni di euro – nell’ambito di un piano quinquennale da 168 milioni di euro entro il 2030 – su efficienza energetica, gestione più attenta delle risorse idriche e sviluppo di impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. Cinque nuovi impianti solari sono stati attivati negli stabilimenti di Foggia, Melfi, Ascoli Piceno, Cremona e Thiva, in Grecia, portando la capacità fotovoltaica installata nelle fabbriche a superare gli 8 MW, più del quadruplo rispetto al 2022. E ulteriori installazioni sono in programma tra il 2026 e il 2028 negli impianti bakery di Novara e Celle, in Germania. Sul fronte del risparmio idrico, negli stabilimenti in aree a stress idrico l’acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022: l’obiettivo è arrivare a +250% entro il 2030.
L’anno scorso Barilla ha acquistato 4.160 tonnellate di grano tenero da agricoltura rigenerativa (250.000 tonnellate è l’obiettivo 2030), che punta a ripristinare la salute del suolo, la biodiversità e a ridurre l’utilizzo di acqua. È così che è arrivato a scaffale il biscotto Mulino Bianco Buongrano, il primo prodotto realizzato con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa, certificata secondo il Regenerative Agriculture Standard di FoodChain ID: dietro quel biscotto c’è un lavoro di anni, tra rotazioni colturali, minima lavorazione del suolo, fertilizzazione organica e 2.000 ettari dedicati ad aree di biodiversità, un progetto nato dal programma “Carta del Mulino” che coinvolge oggi quasi 2mila agricoltori di grano tenero e ha permesso una riduzione annua delle emissioni di anidride carbonica pari a circa 9.000 tonnellate, l’equivalente di oltre 2mila voli andata e ritorno da Milano a Los Angeles.
Nel Rapporto di Sostenibilità si sottolinea inoltre come il cibo sia visto anche come un punto di connessione tra realtà diverse. Ad esempio, con PizzAut è nata PastAut, la collaborazione che ha portato all’inserimento della pasta Barilla nei menù dei ristoranti gestiti da ragazzi autistici di Cassina de’ Pecchi e Monza, reso possibile grazie alla formazione degli chef di Academia Barilla. E gli stessi prodotti Barilla diventano megafono di cause sociali come è successo con attività come Biscotti di Felicità insieme a Dynamo Camp e Biscotti senza Frontiere, sviluppato con Medici senza Frontiere.
Nel corso del 2025, Barilla ha donato 4.000 tonnellate di prodotti a organizzazioni non profit e destinato 2 milioni di euro a cause sociali. Inoltre, grazie alla collaborazione con iFun, sei giovani con autismo hanno iniziato a lavorare nel pastificio di Foggia a marzo 2025. E in Francia, nella bakery La Malterie, persone con autismo sono entrate stabilmente in produzione con contratto a tempo indeterminato, grazie al modello sviluppato con Vivre et travailler autrement e il supporto di AGEFIPH, l’ente nazionale francese che finanzia iniziative per l’inclusione delle persone con disabilità.


