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Silvia Romano, ecco i nomi e i volti dei presunti rapitori

La polizia ha fissato una taglia di un milione di scellini sui presunti rapitori

Immagine di copertina

Silvia Costanza Romano, la volontaria italiana di 23 anni rapita in Kenya nella notte tra il 20 e il 21 novembre scorso, “è viva”. Lo ha confermato sabato 24 novembre il responsabile della polizia kenyota per tutti i distretti della costa Noah Mwivanda.

Il capo della polizia Mwivanda è arrivato due giorni fa a Malindi per coordinare le operazioni di ricerca della cooperante scomparsa.

“Silvia si trova nella foresta in mano a tre degli assalitori – ha dichiarato l’agente al quotidiano Repubblica –. Gli altri cinque sono scappati, e ne abbiamo perse le tracce. Di lei invece abbiamo la localizzazione e le impronte. Siamo certi che sia lei perché in caso contrario i tre banditi avrebbero preso tutt’altra direzione, come i loro complici”.

I nomi dei tre uomini sospettati del rapimento di Silvia Costanza Romano sono Ibrahim Adan Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan Abdi.

Le autorità hanno deciso di offrire una ricompensa di un milione di scellini (circa 8.600 euro) a chiunque fornirà informazioni che portino al loro arresto.

Le foto dei sospettati del rapimento di Silvia Costanza Romano 

 

Credit: Repubblica

Cosa sappiamo finora sul rapimento di Silvia Romano

Nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 la volontaria italiana Silvia Costanza Romano è stata rapita nel villaggio di Chamaka, in Kenya.

La ragazza è originaria di Milano e lavora per Africa Milele Onlus, con sede a Fano, nelle Marche: l’associazione si occupa di progetti di sostegno all’infanzia nel paese africano.

I sospettati e la taglia

“Siamo ottimisti sul fatto che dovremmo essere in grado di trovare Silvia Romano nel piu’ breve tempo possibile”. Ad affermare queste parole è l’ispettore di polizia Joseph Boinett, conversando con i giornalisti. La notizia e’ riportata dal quotidiano keniota ‘Daily Nation’.

La polizia ha diramato le foto e posto una taglia su tre sospetti: Ibrahim Adan Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan Abdi. La taglia è di circa 8.600 euro per chi fornirà informazioni utili per il loro arresto.

Italiana rapita Kenya news “Silvia Romano è viva”

“Silvia Romano è viva”. A riferirlo a Repubblica è il responsabile della polizia kenyana per tutti i distretti della costa Noah Mwivanda, che si dice convinto che la ventenne milanese stia bene. L’uomo descrive la caccia ai sequestratori che nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 hanno rapito la giovane volontaria.

Il responsabile della polizia parla di un commando di otto rapitori che si sarebbero poi divisi e Silvia sarebbe stata affidata a un gruppo di tre persone. La certezza arriverebbe dalle rilevazioni degli “apparati tecnologici” utilizzati per le ricerche.

Il rapimento 

Nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 la giovane volontaria italiana di 23 anni Silvia Costanza Romano è stata rapita a Chakama, nel sud est del Kenya. (qui il suo profilo)

Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nel villaggio in cui la ragazza viveva aprendo il fuoco contro i residenti.

Cinque persone, tra cui due bambini di 10 e 12 anni, sono rimaste ferite nell’attacco terminato con il sequestro della volontaria italiana.

Secondo quanto riferito ai media internazionali da alcuni residenti, gli uomini che hanno attaccato il villaggio di Chakama erano pesantemente armati e parlavano tra di loro in somalo.

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Per far luce sul rapimento, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo ed è in contatto con il governo del Kenya per ritrovare la volontaria italiana.

Gli arrestati 

Tre persone sono state arrestate il 23 novembre 2018 dalla polizia del Kenya per il rapimento di Silvia Costanza Romano, la ragazza italiana di 23 anni sequestrata a Chakama, in Kenya.

La notizia dell’arresto è stata data dal capo della polizia Joseph K. Boinnet, che scrive così su Twitter: “Ci hanno fornito informazioni molto importanti, siamo ottimisti”.

Il giorno prima, le forze dell’ordine hanno arrestato altre 14 persone. Gli uomini fermati dalle forze dell’ordine locali non sarebbero parte del gruppo che ha rapito la volontaria, ma avrebbero avuto dei contatti con i sequestratori.

A denunciare il gruppo sono stati i residenti del villaggio in cui viveva Silvia Romano: alcuni di loro sono stati anche linciati dagli abitanti perché ritenuti veri e propri complici del rapimento della giovane.

Inizialmente si sospettava che i responsabili del sequestro della ragazza italiana fossero i miliziani di al Shaab, un gruppo islamico molto attivo nella vicina Somalia e anche nello stesso Kenya.

Adesso però gli inquirenti stanno seguendo anche la pista della criminalità comune. Il capo della polizia locale ha dichiarato che dietro il rapimento potrebbe esserci “dei banditi” e non i jihadisti somali, anche se non si esclude nessuna pista.

Il presunto rapitore

Il 22 novembre polizia del Kenya ha identificato il presunto rapitore di Silvia Costanza Romano: secondo quanto riferito dal quotidiano keniota Daily Nation, che cita a sua volta fonti locali, si tratterebbe di  Said Abdi Adan.

Malik Said Gasambi, un abitante del villaggio di Chakama in cui viveva Silvia Romano, ha raccontato ai giornalisti che Adan ha preso in affitto una casa nel villaggio insieme ad altre due persone qualche giorno prima del rapimento.

“Ho dato loro due stanze in cui hanno passato le notti a masticare Qat (pianta classificata come droga, nrd)”, ha raccontato l’uomo.

“Se ne sono andati a tutti, a sorpresa, dopo l’attacco, senza avvertire nessuno e senza fare rumore”, ha aggiunto.

Il profilo

Silvia Costanza Romano, la ragazza di 23 anni rapita il 21 novembre 2018 nel sud est del Kenya, è originaria di Milano e lavora come volontaria per Africa Milele Onlus, con sede a Fano, nelle Marche: l’associazione si occupa di progetti di sostegno all’infanzia nel paese africano.

Sul suo profilo Facebook, si legge che Silvia Costanza Romano ha studiato presso la Unimed CIELS di Milano e ha lavorato come istruttrice di ginnastica artistica presso la S.G. Pro Patria, sempre a Milano.

Ad agosto ha pubblicato un post in cui scriveva di trovarsi in Kenya come volontaria in un orfanotrofio per conto della ORPHANS’s Dreams Onlus.

Gli attacchi sui social 

Sono stati decine gli insulti sui social rivolti a Silvia Romano, la ragazza che da tempo svolgeva attività di volontariato nel continente africano.

“Non dico che se la è cercata, ma sapeva e doveva sapere che i rischi ci sarebbero stati. Nella vita ogni scelta ha una conseguenza e bisogna capirlo in tempo, se si è in grado”, si legge in un commento.

“Quanto ci costerà farla tornare a casa sua per sempre ma con obbligo di dimora e firma?”, scrive l’ennesimo utente mentre altri commentano: “Lasciatela lì, se è lì che è voluta andare”.

Nonostante le critiche negative di molti utenti, che hanno anche chiesto che non ci sia alcun intervento della Farnesina per salvare la ragazza, non sono mancate parole di solidarietà.

“Oramai tra i nostri cittadini è prevalso il senso di odio per ogni senso di carità cristiana. Questa ragazza è da ammirare perché mette al servizio di chi soffre la propria gioventù spero che venga rilasciata subito senza conseguenze”.