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Referendum Atac Roma: tutto quello che c’è da sapere
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Referendum Atac Roma: tutto quello che c’è da sapere

L'11 novembre si tiene un referendum consultivo per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale

19 Ott. 2018 9 ore
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Referendum Atac Roma | I quesiti | Quando e come si vota | Chi ha diritto al voto | Il quorum | Cosa succede se vince il sì e cosa se vince il No | Che cos’è il referendum comunale consultivo | Le posizioni

Referendum Atac Roma – L’11 novembre i cittadini romani sono chiamati a esprimere un loro parere nel referendum comunale consultivo sul destino di Atac, l’azienda per la mobilità di Roma Capitale.

Il referendum è stato promosso da Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale.

Sul sito del comitato promotore “Mobilitiamo Roma” le motivazioni: “L’Atac non funziona ed è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Occorre mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza. Le gare stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l’apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto”.

La campagna referendaria è iniziata ufficialmente il 12 ottobre.

Roma: il video ironico dei Radicali sul referendum Atac con la sosia della sindaca Raggi

Referendum Atac Roma – I quesiti

I quesiti del referendum consultivo sono due. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Referendum Atac Roma – Quando e come si vota

Il voto è previsto domenica 11 novembre 2018 dalle ore 8 alle 20. La consultazione avviene con voto elettronico nei seggi normalmente utilizzati.

All’elettore verranno consegnate due schede di colore diverso, una per ciascun quesito.

Su ciascuna scheda sarà riportato il quesito formulato nella richiesta di referendum, letteralmente riprodotto a caratteri chiaramente leggibili, e due rettangoli con all’interno le diciture SI / NO

Le cittadine e i cittadini, iscritti all’Albo delle persone idonee all’Ufficio di Presidente di seggio elettorale presso la Corte d’Appello di Roma, possono comunicare la propria disponibilità all’assunzione dell’incarico di Presidente di seggio per i referendum consultivi dell’11 novembre. La disponibilità va data entro il 3 ottobre 2018. Qui tutti gli elementi.

Le operazioni di scrutinio avvengono immediatamente dopo la chiusura della votazione e proseguono ad esaurimento.

Referendum Atac Roma – Chi ha diritto di voto

Alla votazione, che si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto, partecipano tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, nonché coloro che, appartenendo ad una delle categorie previste dall’art. 6 dello Statuto, si siano appositamente registrati tra l’1 ottobre e il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di svolgimento dei referendum.

I cittadini residenti all’estero (A.I.R.E.) che votano a Roma, saranno informati, a decorrere dal 45° giorno precedente la votazione, con apposito avviso pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.

Per esercitare il diritto al voto, l’elettore dovrà presentare un documento valido e la tessera elettorale nella quale però, essendo un referendum cittadino, non verrà posto alcun timbro.

I cittadini sprovvisti di tessera elettorale valida, che, pur avendone diritto, siano stati esclusi dalla compilazione delle liste elettorali, possono presentare domanda di essere ammessi al voto alla Commissione Elettorale Comunale nei termini e nelle modalità previste dall’art. 3 della legge 7 febbraio 1979 n. 40 – presso Dipartimento Servizi delegati – Ufficio Elettorale – Via Petroselli, 50 , tutti i giorni lavorativi nei normali orari di apertura al pubblico e, nel giorno della votazione, con orario 8:00 – 20:00.

Referendum Atac Roma – Il quorum

Essendo un referendum consultivo è valido se il quorum supera il 33 per cento degli aventi diritti al voto, a differenza di quello abrogativo in cui occorre la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Servono almeno 800mila voti.

Referendum Atac Roma – Cosa succede se vince il sì? E se vince il no?

In entrambi i casi il risultato della consultazione non ha effetti diretti, trattandosi di un referendum consultivo. Se vincesse il sì comunque l’amministrazione comunale dovrebbe tenere conto delle richieste avanzate dai cittadini per aprire un dibattito sulla messa a gara il servizio dei trasporti della capitale.

Referendum Atac Roma – Che cos’è il referendum comunale consultivo

Si tratta di una forma di consultazione diretta della popolazione, su richiesta di un adeguato numero di cittadini, che deve riguardare materie di esclusiva competenza locale e non può avere luogo in coincidenza con altre operazioni elettorali.

Referendum Atac Roma – Le posizioni

Sono a favore del sì al referendum i comitati promotori “Mobilitiamo Roma”, dei Radicali Italiani (qui la nostra intervista video ai Radicali, in cui spiegano le ragioni del sì).

“Dopo anni di inefficienze, sprechi e logiche clientelari, finalmente votando sì potremo porre fine al monopolio di Atac e mettere a gara il servizio di trasporto pubblico, ad una o più aziende, sotto il diretto controllo del comune di Roma che continuerà, ad esempio, a stabilire il prezzo del biglietto e le tratte necessarie per ogni quartiere. Nelle condizioni attuali di Atac, fallita nei fatti, qualsiasi altra proposta sarebbe irrealizzabile e condurrebbe alla svendita del servizio ad un solo privato. Chi dice no a questo referendum sostiene che vuole conservare l’azienda “pubblica”, ma di pubblico in Atac è rimasto solo il debito e i continui disagi dei cittadini”, spiega il comitato del sì.

Tra i promotori del No ci sono Potere al popolo, il sindacato Usb, la Cgil e altri comitati (qui la nostra intervista video a un rappresentante di Usb, che spiega le ragioni del no).

“Dietro l’ambiguità del quesito referendario sulla privatizzazione di Atac si cela la volontà di sostituire un monopolio pubblico, patrimonio dei cittadini romani, con un monopolio privato che ha come interesse non quello di migliorare il servizio e la qualità del lavoro, bensì di fare profitti senza redistriburli nella comunità”, dice Cgil.

“L’11 novembre votiamo NO e attiviamo campagne di informazione nei luoghi di lavoro e nel territorio per difendere il diritto costituzionale alla mobilità e tutelare un bene pubblico essenziale patrimonio dei cittadini romani e della Città di Roma”, continua.

• In questo articolo abbiamo raccontato il viaggio di TPI in Atac attraverso le parole di chi è dentro. Dallo scandalo Parentopoli alla truffa dei biglietti falsi, passando per il furto del carburante nei depositi, ai mezzi manomessi, fino a quelli che prendono fuoco in stradaAtac è sempre stata segnata da criticità, scandali e bilanci in perdita.

• Qui invece l’intervista video a Micaela Quintavalle, sindacalista Atac licenziata dopo aver denunciato pubblicamente la mancata manutenzione dei mezzi in Atac.

• Qui TPI ha pubblicato l’intervista video a Francesco Mingiardi, membro del comitato “Mobilitiamo Roma”, in favore del sì al referendum.

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