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Roma, frustate contro disabile: i Casamonica condannati con aggravante mafiosa

I tre esponenti del clan che avevano frustato una ragazza disabile e picchiato un barista di nazionalità rumena sono stati condannati dal pm

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Il 15 ottobre sono stati tutti condannati i tre esponenti del clan Casamonica che hanno preso parte al raid al Roxy Bar a Roma il primo aprile del 2018 e culminato con l’aggressione al titolare di nazionalità rumena e a una cliente disabile.

A tutti gli imputati è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso.

Questo la decisione del gup Maria Paola Tomaselli, dietro richiesta del pm Giovanni Musarò.

Il Comune di Roma non è stato ammesso come parte civile perché, secondo quanto stabilito dal giudice, la sua richiesta di costituzione è stata tardiva.

Il pm ha chiesto sei anni di reclusione per Alfredo Di Silvio, 5 anni e 8 mesi per il fratello Vincenzo e 2 anni e 8 mesi per il nonno dei due, Enrico. Alfredo e Vincenzo, al momento in carcere, sono accusati di lesioni e violenza privata, mentre il nonno, agli arresti domiciliari, di minacce.

Antonio Casamonica, ha invece scelto il rito ordinario ed è atteso il 16 ottobre davanti ai giudici.

La vicenda

A Roma, due esponenti del clan dei Casamonica hanno picchiato a sangue un barista e preso a cinghiate una ragazza disabile.

L’aggressione è avvenuta in un bar in via Salvatore Barzilai il 1 aprile 2018.

A scatenare l’ira dei due esponenti del clan, Antonio Casamonica e suo cugino Alfredo Di Silvio, sarebbe stato il fatto di essere stati serviti al bar dopo un ragazzo romeno.

I due avrebbero esclamato: “Questi romeni di merda non li sopporto proprio”.

Nel bar c’erano anche altri clienti, tra cui una ragazza disabile.

La giovane ha risposto ai due Casamonica dicendo: “Se il bar non vi piace andate altrove”. La reazione è stata brutale brutale: Antonio Casamonica e Alfredo Di Silvio le hanno preso gli occhiali, gettandoli dietro il bancone.

A quel punto, uno dei due si è sflilato la cinta e ha iniziato a prendere la ragazza a frustate. Una volta a terra, la giovane è stata colpita con calci e pugni.

Poi le minacce dei Casamonica: “Se chiami la polizia ti ammazziamo”.

Dopo aver picchiato a sangue la ragazza, i due sono allontanati, ma poco dopo Di Silvio è tornato nel bar con il fratello Vittorio.

Dopo aver distrutto parte del bar, i due uomini si sono avvicinati al barista, picchiandolo brutalmente e intimandogli di chiudere il locale perché “qui comandiamo noi, non te lo scordare: questa è zona nostra”, e aggiungendo: “Ora questo bar lo devi chiudere, altrimenti sei morto”.

Il barista ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.

Ma alla denuncia ha risposto Enrico, il nonno dei fratelli Di Silvio.

L’uomo si è presentato al bar minacciando nuovamente il proprietario del locale, e intimandogli di ritirare la denuncia verso i suoi nipoti.

Il barista ha chiuso il locale per qualche giorno, ma la moglie del proprietario sembra intenzionata a non cedere alle minacce.

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