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Fca: “Non sapevamo che Marchionne fosse malato”

L'Ospedale di Zurigo ha scritto in un comunicato che l'ex ad di Fca era loro paziente da più di un anno. Ma la Fiat Chrysler ha comunicato di non essere stata messa al corrente delle condizioni di salute dell'ex manager

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Credit: Afp

L’Ospedale Universitario di Zurigo, dove Sergio Marchionne era stato ricoverato ed è morto mercoledì 25 luglio, ha rilasciato giovedì 26 luglio un comunicato stampa in cui rompeva il silenzio e commentava l’operato della clinica.

“Sergio Marchionne era un paziente dell’Ospedale universitario di Zurigo. Da più di un anno si era sottoposto a diverse cure per una grave malattia”, si legge nella nota diffusa dalla clinica in Svizzera. La struttura ha precisato che durante la degenza “si è fatto ricorso a tutte le possibilità offerte dalla medicina di punta, ma il signor Marchionne purtroppo è deceduto. Ne siamo estremamente dispiaciuti ed esprimiamo alla famiglia le nostre più sentite condoglianze”.

E anche Fiat Chrysler ha diffuso una nota per commentare le parole arrivate dall’ospedale di Zurigo e alcune notizie di stampa per le quali il manager era affetto da una grave malattia già da un anno.

“Fca non è in grado di commentare le dichiarazioni dell’Ospedale Universitario di Zurigo. Per motivi di privacy sanitaria, la Società non aveva conoscenza dei fatti relativi allo stato di salute del Dottor Marchiane”, ha scritto l’azienda in una nota.

Fiat Chrysler “ha appreso che il Dottor Marchionne aveva subito un intervento chirurgico e ha emesso una dichiarazione al riguardo. Venerdì 20 luglio la Società è stata informata dalla famiglia del Dottor Marchionne senza alcun dettaglio del serio deterioramento delle sue condizioni e che di conseguenza egli non sarebbe stato in grado di tornare al lavoro”.

“La società ha quindi prontamente assunto ed annunciato le necessarie iniziative il giorno seguente”, ha concluso.

Le cause della morte: embolia cerebrale

Secondo le fonti citate da Madron, il direttore di Lettera43,  al manager erano stati indicati chiaramente i rischi dell’operazione, considerata ad alto rischio, e la situazione era resa ancor più complicata dal suo problema alla tiroide, a causa del quale Marchionne assumeva dei farmaci ogni giorno.

In seguito all’operazione che ha provocato l’embolia, il team di medici ha tentato di rianimarlo ma la situazione è peggiorata considerevolmente, fino a condurlo alla morte. Marchionne per alcuni giorni è stato tenuto in vita artificialmente dalle macchine.

L’ex amministratore delegato di Fiat Chrsyler, che non appariva in pubblico dal 26 giugno 2018, non aveva detto a John Elkann quali fossero le sue reali condizioni di salute, giustificando l’assenza a Zurigo con un check up di routine.

Elkann, recatosi immediatamente in Svizzera, non ha potuto vedere Marchionne. Ma, essendo venuto a conoscenza delle condizioni del manager, ha ritenuto inevitabile nominare un nuovo amministratore delegato (ne abbiamo parlato qui). Elkann ha anche scritto una lettera ai dipendenti ringraziando Marchionne.

L’annuncio di Exor

“Con grande tristezza Exor ha appreso che Sergio Marchionne è mancato”, si legge nella nota diffusa da Exor. “È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato”.

“Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore”, ha sottolineato il presidente John Elkann.

“Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio”, ha aggiunto Elkann.

Cos’è un sarcoma

Il sarcoma è un tumore maligno che prende origine dai tessuti molli e dall’apparato osteoarticolare.

Come riporta la Treccani, nella sua forma più tipica ha accrescimento rapido e infiltrante, dando metastasi per via ematica, più frequentemente nel polmone, nel fegato e nelle ossa.

Può formarsi in cellule di diversi tessuti: connettivo, muscolare, della parete vascolare.

I sarcomi non derivano da tumori benigni ma nascono come tali. Si tratta di tumori rari, che colpiscono negli Stati Uniti 15mila persone ogni anno. Come riporta il sito dell’Airc, negli adulti i sarcomi dei tessuti molli colpiscono 2 persone ogni 100mila.

La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi supera il 90 per cento dei casi se la diagnosi è tempestiva, mentre non supera il 15 per cento dei casi nelle forme che hanno già dato metastasi.

I sarcomi possono colpire persone di tutte le età, ma quelli dei tessuti molli generalmente si formano dopo i 50 anni, mentre per quanto riguarda i sarcomi ossei, questi ultimi hanno una più alta probabilità di insorgere anche prima dei 35 anni.

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Non è possibile prevenire la formazione dei sarcomi, anche se si può fare una diagnosi genetica delle sindromi ereditarie che predispongono alla malattia, se in famiglia c’è già stata una persona colpita.