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L’Italia fornirà mezzi alla Libia per contrastare le partenze dei barconi di migranti

Lo ha annunciato il ministro Toninelli: "La Guardia Costiera libica così potrà coprire meglio il proprio tratto di mare e potrà cercare e salvare meglio i migranti presenti sui barconi alla deriva"

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Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Credit: Afp

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha annunciato che il governo italiano fornirà alle autorità libiche nuovi mezzi per rafforzare le operazioni di contrasto alle partenze dei barconi carichi di migranti.

Toninelli lo ha reso noto con una video-diretta su Facebook, accompagnata da un post scritto, martedì 26 giugno 2018.

“Stamattina ho parlato al telefono con il mio omologo della Libia, Milad Maatuq, e gli ho dato la mia disponibilità a rafforzare la Guardia Costiera libica con nuove motovedette italiane, in modo da pattugliare meglio i loro mari e contrastare più efficacemente le partenze dei barconi della morte”, ha scritto il ministro.

“Maatuq si confronterà con il suo collega alla Difesa e farà sapere quanto prima al nostro governo quali sono le loro necessità in termini di dotazione di mezzi”.

La notizia è stata meglio precisata nel corso della diretta video.

“Come sapete, ieri il ministro dell’Interno libico ha detto no agli hotspot in Libia, ma io ho voluto andare avanti e questa mattina ho parlato con il mio omologo libico e abbiamo deciso di fornire nuovi mezzi italiani alla Libia che possono essere utilizzati per pattugliare le coste libiche e impedire le partenze dei barconi della morte”, ha affermato Toninelli.

“La Guardia Costiera libica così potrà coprire meglio il proprio tratto di mare e potrà cercare e salvare meglio i migranti presenti sui barconi alla deriva. Ovviamente gli daremo anche l’addestramento, così potranno operare al meglio con le nostre nuove motovedette”, ha spiegato il ministro.

Toninelli ha poi difeso il modus operandi adottato finora delle autorità libiche.

“La Libia è giuridicamente riconosciuta a livello internazionale perché esiste un progetto che punta a rafforzare la gestione della loro Sar e per questo motivo la Guardia Costiera italiana demanda a quella libica il coordinamento delle operazioni in quel tratto di mare”, ha dichiarato.

“Non voglio sentir parlare di disumanità. Volevo aggiornarvi su questo punto, ora noi abbiamo solo bisogno di sapere dalla Libia ora di quante dotazioni hanno bisogno e di che tipo di addestramento. Questa è una buona notizia per l’Italia e per l’Unione europea”.