Me

Una donna in coma da tre mesi ha partorito un bambino a Taranto

La donna, che ha 38 anni, si trovava in condizioni gravissime quando, incinta di 22 settimane, è giunta all'ospedale Santissima Annunziata della città pugliese. Il caso segue di pochi giorni un altro analogo avvenuto a Mantova pochi giorni prima

Immagine di copertina

Nella mattina di giovedì 14 giugno, una donna in coma da tre mesi e mezzo ha partorito una bambina all’ospedale Carlo Poma di Mantova, in un parto considerato “eccezionale”.

L’evento si è ripetuto a distanza di pochi giorni a Taranto, dove il 17 giugno un bambino ha visto la luce nascendo con taglio cesareo da una donna che si trova in coma da tre mesi in seguito ad aneurisma cerebrale.

La donna, che ha 38 anni, si trovava in condizioni gravissime quando, incinta di 22 settimane, è giunta all’ospedale Santissima Annunziata della città pugliese.

Malgrado il suo difficile stato di salute, ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale, la donna ha portato avanti per tre mesi la gestazione fino a che i medici hanno ritenuto che fosse giunto il momento di farla partorire.

Il piccolo, nato al settimo mese, pesa circa 2 chilogrammi e le sue condizioni generali, tenuto conto delle circostanze, sono buone, pur non essendo fuori pericolo.

Attualmente si trova in incubatrice nel reparto di terapia intensiva, dopo che l’intervento è stato seguito dal personale sanitario dei reparti di Rianimazione e Ostetricia e ginecologia dell’ospedale.

Pare essere stato superato il rischio di difetti nella crescita del feto come conseguenza della sofferenza multi-organo della madre sottoposta a trattamenti farmacologici intensivi.

Il caso, come detto, segue di pochi giorni quello accaduto a Mantova.

Nel 2015, invece, la statunitense Sharista Giles di Sweetwater, in Tennessee, dopo essere rimasta in coma a seguito di un incidente d’auto ha partorito con un parto cesareo prematuro il bambino che aspettava da cinque mesi.

La donna, contro le previsioni dei medici, si è svegliata quattro mesi dopo.

Molti medici sostengono che finché la madre resta viva il feto continua a svilupparsi e può nascere e sopravvivere, se non ci sono particolari complicazioni.