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Cosa sappiamo sull’incendio al campo rom di Scampia
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Cosa sappiamo sull’incendio al campo rom di Scampia

Gli inquirenti sospettano che il rogo del 27 agosto, che ha lasciato senza casa quasi 30 persone, sia di origine dolosa

29 Ago. 2017

Nel pomeriggio del 27 agosto, un vasto incendio è divampato nella zona di Cupa Perillo, nel quartiere Scampia di Napoli, e le fiamme hanno raggiunto il campo rom presente nella zona.

Quasi tutte le baracche occupate dai nomadi sono state bruciate dalle fiamme, alimentate anche dai rifiuti abbandonati lungo le strade vicine. Il fumo nero e denso ha invaso non solo il quartiere di Scampia ma anche gli altri centri abitati della zona, come Melito e Giugliano.

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La polizia locale è al lavoro per capire quale sia la matrice dell’incendio che ha riguardato un’area vasta circa un centinaio di metri quadrati all’interno del campo rom, distruggendo cinque baracche e lasciando senza casa 27 persone, di cui 17 adulti e 10 bambini.

“Secondo le voci raccolte dai rom che vivono nel campo, ad appiccare l’incendio sarebbe stato un contadino che, tentando di smalitire sterpaglie e altri rifiuti, non sarebbe poi riuscito a controllare le fiamme che si sono propagate fino al campo rom e al deposito Asia, dove si trovano i mezzi dell’Azienda speciale igiene ambientale di Napoli”, racconta a TPI Barbara Pierro, avvocata presso l’associazione “Chi rom, chi no” attiva sul territorio partenopeo.

“Le indagini sono ancora in corso ma è da escludere che siano stati i rom stessi a far divampare l’incendio. Con il comitato ‘Abitare a Cupa Perillo’ – formato da nomadi e cittadini – da mesi si monitoravano gli sversamenti illegali di rifiuti da parte di terzi al confine del campo. In questo modo i rom si sono esposti non poco al rischio di ritorsioni”, spiega l’avvocata.

Gli inquirenti stanno seguendo anche la pista di matrice dolosa. “Per l’11 settembre era previsto lo sgombero del campo e non è difficile che immaginare che qualcuno volesse velocizzare i tempi dell’allontamento, specie se si tiene presente che, secondo il racconto dei nomadi, più focolai sono scoppiati contemporaneamente nel pomeriggio di domenica”, chiarisce Pierro.

Il campo rom ospita oltre 600 persone, di cui 350 sono bambini. Il censimento è stato effettuato proprio dal comitato “Abitare a Cupa Perillo”. Anche nella giornata del 29 agosto, le forze di polizia e i vigili del fuoco hanno portato avanti le operazioni di messa in sicurezza del posto, per spegnere gli ultimi focolai ancora attivi che rendono l’aria irrespirabile, come ha spiegato a TPI l’avvocata, dopo aver avuto un colloquio con il vice sindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice.

Attualmente il comune sta vagliando le varie proposte per gli alloggi alternativi da assegnare agli abitanti del campo rom e attende le direttive del ministero dell’Interno che proprio in queste ore sta decidendo quali misure adottare in tema di sgomberi.

Il 28 agosto il ministro dell’Interno Marco Minniti  ha convocato una riunione per discutere degli sgomberi di edifici occupati e delle nuove linee guida sul tema. Tra le questioni sul tavola anche quella dei campi abusivi dei rom e in particolare dell’area di Scampia.

Le direttive che dovranno essere emanate dal ministero dell’Interno seguono l’intervento delle forze dell’ordine presso il palazzo occupato di via Curtatone, vicino piazza Indipendenza, a Roma, avvenuto il 24 agosto. In quella occasione la polizia ha sgomberato i rifugiati eritrei che vivevano nel palazzo occupato a un passo dalla stazione Termini. 

Dopo lo sgombero si sono susseguite proteste e scontri politici, soprattutto in merito alla mancata offerta di alloggi alternativi ai rifugiati. La polemica è culminata nella decisione del Viminale di mettere a punto un piano per ricollocare i migranti allontanati dagli edifici occupati.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sembra non avere dubbi sulla causa dell’incendio nel campo di Cupa Perillo, che sostiene essere di natura dolosa.

“L’incendio – di evidente origine dolosa – che ha interessato la zona del campo Rom di Scampia è di una gravità inaudita…Dal momento che l’area di Cupa Perillo era anche interessata in queste settimane da interventi istituzionali e sociali importanti che si stanno realizzando e che sono decisivi è assai sospetta la tempistica degli incendi, con più focolai in diversi punti”, ha scritto il sindaco in una nota su Facebook.

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