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Chi è il tunisino ricercato per l’attentato di Berlino

Sospettato di avere legami con l’Isis, era già stato identificato dalle autorità e doveva essere espulso dalla Germania

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La polizia tedesca sta cercando un richiedente asilo tunisino di nome Anis Amri dopo avere trovato un documento di identità sotto il sedile del tir che lunedì 19 dicembre si è schiantato contro il mercatino di Natale a Berlino uccidendo 12 persone.

Il ministro dell’Interno dello stato della Renania Nord-Westfalia Ralf Jaeger ha detto che l’uomo sarebbe arrivato in Germania nel luglio del 2015 e che la sua richiesta d’asilo era stata respinta. L’uomo è stato condannato in Italia a quattro anni di carcere nel 2011.

Il ministro dell’Interno tedesco Thomas De Maiziere ha specificato tuttavia che l’uomo è solo un sospettato e che non è detto che sia il responsabile dell’attentato.

A quanto pare aveva utilizzato differenti nomi in passato ed era stato identificato dalle autorità perché sospettato di essere in contatto con alcune cellule islamiste. L’uomo fino a febbraio aveva vissuto a Berlino ma recentemente era stato fermato in Renania Nord-Westfalia, come ha confermato Jaeger.

Dopo che la sua richiesta d’asilo era stata respinta sarebbe dovuto essere rimpatriato in Tunisia, ma ciò non era stato possibile perché non aveva i documenti. L’uomo era già era stato segnalato a novembre al centro tedesco per la lotta al terrorismo.

Gli ultimi dettagli aggiungono nuovi dubbi su eventuali errori commessi dalle autorità, che non sono state in grado di prevenire l’attacco, il peggiore avvenuto in Germania dal 1980.

Che i mercatini di Natale fossero un potenziale bersaglio per i militanti del sedicente Stato islamico è risaputo e anche nei giorni scorsi le autorità tedesche avevano sventato attacchi in luoghi simili.

Inoltre le modalità dell’attentato sono identiche a quelle della strage di Nizza nel giorno della festa della Bastiglia, in cui questa estate persero la vita 86 persone, e le autorità avrebbero quindi dovuto essere preparate a una simile evenienza.

A essere contestata, a un livello più ampio, è l’intera politica dell’accoglienza sostenuta da Angela Merkel, che ha aperto le porte della Germania a centinaia di migliaia di rifugiati siriani.

Secondo quanto riferito da fonti investigative, la carta di identità trovata sul tir riportava il nome di Anis Amri, nato nel 1992 nella città nel sud della Tunisia di Tataouine.

Un portavoce del governo tunisino ha detto che le autorità del paese africano stanno verificando l’identità.

Il ministro dell’Interno tedesco ha confermato che in tutta Europa c’è una caccia all’uomo del tunisino sospettato di essere l’autore dell’attentato, di cui per il momento si sono perse le tracce.

Le ricerche della polizia tedesca, secondo il quotidiano Rheinische Post, sono iniziate in un centro di accoglienza per migranti nella Germania occidentale, dove si pensa che l’uomo abbia vissuto almeno per un periodo.

L’attentato è stato rivendicato dal sedicente Stato islamico.