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Cosa è successo il 4 novembre nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Turchia: la polizia turca ha arrestato dodici parlamentari del partito d’opposizione filo-curdo Democrazia Popolare (Hdp), inclusi i due leader Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, posti agli arresti domiciliari, come parte di un’operazione antiterrorismo. Le forze dell’ordine turche hanno effettuato i blitz nelle abitazioni dei parlamentari, arrestandoli dopo che questi si sono rifiutati di testimoniare per reati legati alla “propaganda terroristica”. Qualche ora dopo l’arresto, un’autobomba ha colpito Diyarbakir, la città più grande nel sudest della Turchia, uccidendo almeno 8 persone ferendone oltre un centinaio. L’appello di un attivista filo-curdo sulla deriva autoritaria del paese. 

– Spagna: dopo quasi un anno senza governo, la Spagna ha un nuovo esecutivo di minoranza, guidato da Mariano Rajoy. I tredici ministri che compongono l’esecutivo vengono tutti dalle fila del partito popolare. Di questi, 6 sono nuovi e 7 sono stati riconfermati. Per quasi dieci mesi la Spagna ha attraversato un periodo di stallo istituzionale, non essendo riuscita a formare un esecutivo dopo le elezioni del dicembre 2015 e del giugno 2016 in cui nessun partito era riuscito a ottenere la maggioranza per governare. 

– Francia: la polizia francese ha iniziato lo sgombero di un campo irregolare di migranti nel nordest di Parigi, dove numerosi profughi erano arrivati dopo lo smantellamento della “giungla” di Calais la scorsa settimana. L’operazione è iniziata all’alba e le forze dell’ordine hanno fatto salire i migranti su decine di autobus. Sul posto hanno vissuto nei giorni scorsi fino a 3mila persone, di cui almeno la metà è arrivata dalla scorsa domenica, dopo che il campo di Calais è stato evacuato. 

– Stati Uniti: l’8 novembre i cittadini degli Stati Uniti saranno chiamati alle urne per scegliere il loro prossimo presidente tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump. A pochi giorni dalle elezioni, è ancora difficile sapere chi riuscirà a essere eletto tra i due. Per rendere più chiaro intorno a quali stati potrebbe essere decisa questa corsa elettorale, abbiamo realizzato una serie di mappe e un video che raccontano numerosi fattori delle più recenti elezioni statunitensi. 

– Germania: la disoccupazione in Germania ha toccato il 6 per cento, il livello più basso dai tempi della riunificazione nel 1989. Secondo i dati dell’Agenzia federale del lavoro, i tedeschi che a metà ottobre non avevano un’occupazione erano due milioni e 622mila. Economicamente, le condizioni per la Germania sono particolarmente positive, da qualsiasi punto si guardino: alimentare, costruzioni, commercio e sanità. 

– Regno Unito: l’editore del dizionario inglese Collins ha scelto la parola “Brexit” come vocabolo dell’anno 2016, preferendola ad altre parole come “trumpism” – che indica le politiche promosse dal politico statunitense Donald Trump – e “hygge” – un concetto di origine danese che indica atmosfere accoglienti e conviviali che promuovono il benessere. 

– Francia: la sala concerti parigina del Bataclan riaprirà sabato 12 novembre alla vigilia del primo anniversario dell’attentato terroristico del 2015 con un concerto di Sting. Lo ha annunciato questa mattina la proprietà del locale. “Con la riapertura del Bataclan abbiamo due compiti importanti: il primo ricordare e onorare coloro che hanno perso la vita durante l’attacco di un anno fa, il secondo celebrare la vita e la musica che questo storico teatro rappresenta”, ha scritto Sting sul suo sito. 

– Stati Uniti: Washington teme un cyber attacco da parte di hacker russi nel giorno delle elezioni presidenziali. Per contrastare questo pericolo il governo americano sta compiendo uno sforzo senza precedenti coordinato dalla stessa Casa Bianca e dal Dipartimento per la sicurezza nazionale, col supporto del Pentagono e delle principali agenzie di intelligence, dalla Cia alla Nsa. 

– Francia: l’ex premier neogollista Alain Juppé ha vinto il dibattito televisivo tra i candidati alle primarie di centro-destra in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2017. In un sondaggio realizzato immediatamente dopo la fine del dibattito la maggior parte dei telespettatori ha sostenuto che Alain Juppé è stato il candidato più convincente, posizionandosi davanti all’ex presidente Nicolas Sarkozy e all’ex premier François Fillon.