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Cosa è successo il 27 giugno nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Spagna: il Partito popolare di Mariano Rajoy ha nuovamente vinto le elezioni con più di 7 milioni di voti (33 per cento circa), ottenendo 137 seggi, senza però raggiungere la maggioranza assoluta di 176 seggi, necessaria per formare un esecutivo senza coalizioni. Rispetto alle elezioni del dicembre 2015, i popolari ottengono 15 seggi in più alla camera e 6 in più al senato. I socialisti del Psoe di Pedro Sanchez, invece, hanno ottenuto il peggior risultato della storia del partito: persino peggiore di quello dello scorso anno, con 85 seggi rispetto ai 90 di sei mesi fa alla camera e 43 rispetto a 47 al senato. Il Partito socialista spagnolo rimane comunque stabile al secondo posto. Il sorpasso della coalizione Unidos Podemos non si è verificato e la coalizione di sinistra retrocede ma ottiene 2 seggi in più rispetto ai 69 del dicembre 2015. 

– Panama: una nave da carico cinese di grandi dimensioni ha inaugurato il nuovo canale di Panama, che si estende per 77 chilometri e che permetterà il passaggio di navi più grandi. I lavori per la costruzione di questo passaggio erano incominciati nel 2007 e sarebbero dovuti terminare già nel 2014 ma, a causa di proteste e discussioni sui costi, l’apertura è slittata ad oggi. L’appalto per la realizzazione del progetto è stato vinto nel 2009 da un consorzio internazionale, chiamato ‘Unidos por el Canal’, costituito per il 48 per cento dal gruppo italiano Salini-Impregilo, per il 48 per cento dalla spagnola Sacyr e per il restante 4 per cento dalla compagnia belga Juan de Nul. Il nuovo passaggio è costato circa 5,2 miliardi di dollari e permetterà a una serie di navi porta container più grandi di passare da un oceano all’altro. La costruzione ha richiesto 50 milioni di metri cubi di scavi, 290.000 tonnellate di ferro, 4,8 milioni di metri cubi di calcestruzzo, oltre 100 milioni di ore di lavoro. 

– Turchia: la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Turchia daranno nuovo slancio all’economia, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vede i nuovi accordi diplomatici come un passo verso il miglioramento delle condizioni umanitarie di Gaza. I due paesi mediorientali hanno raggiunto ieri, 26 giugno, l’accordo che porterà alla normalizzazione dei loro rapporti diplomatici, dopo una crisi durata sei anni e scatenata in seguito all’uccisione di 10 attivisti turchi filopalestinesi che avevano cercato di violare il blocco della striscia di Gaza a bordo di una nave della Freedom Flotilla, nel maggio 2010.  Entrambi i paesi cercano nuove alleanze in una regione sempre più polarizzata e preoccupata dall’ascesa del sedicente Stato islamico. In una dichiarazione in seguito all’incontro con il segretario di Stato americano John Kerry a Roma, Netanyahu ha detto che l’accordo rappresenta “un passo importante”. 

– Islanda: Gudni Johannesson, il candidato indipendente che non aveva mai fatto politica attiva prima d’ora, ha vinto le elezioni presidenziali in IslandaIl 39,08 per cento degli islandesi ha votato per lui, di professione storico e politologo, preferendolo a un ex ministro e al governatore della banca centrale. Il 47enne Johannesson aveva detto che avrebbe cercato di essere una forza unificatrice per l’intero paese. È subentrato all’ex presidente Olafur Grimsson, presidente islandese dal 1996. Le elezioni arrivano in un periodo di crisi politica e di rabbia nei confronti di molti politici, accusati di detenere conti off-shore in seguito alle indagini dei Panama Papers. 

– Turchia: la Turchia ha promulgato una legge che garantisce l’immunità ai soldati che combattono i militanti curdi nel sudest del paese. Il governo turco decide quindi di concedere più poteri all’esercito per reprimere l’insurrezione del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, ripresa dopo la fine di una tregua durata due anni, dal 2013 al 2015. La normativa è stata approvata dal parlamento turco giovedì 23 giugno e, secondo il ministro della Difesa Fikri Isik, dovrebbe aumentare la fiducia delle truppe nella guerra al terrorismo: “questa legge è un omaggio alle nostre coraggiose forze di sicurezza che combattono il terrorismo. Aumenterà la loro fiducia e motivazione”. La legge è passata con l’appoggio di tre dei quattro partiti presenti in parlamento: il partito di governo Akp (Partito per la giustizia e lo sviluppo), il principale partito di opposizione Chp (Partito popolare repubblicano) e i nazionalisti del Mhp (Partito del movimento nazionalista), hanno tutti votato a favore.